di Danilo Arona
Una fiaba bellissima che ti entra dentro e non ti lascia. La protagonista è Lia, una cagnetta molto speciale che non è frutto di invenzione poetica e che possiede la caratteristica di avere un occhio verde e uno blu. In genetica si chiama eterocromia e in genere non è considerata un difetto o un “errore”, ma quasi un dono che rende uniche le persone portatrici.
Io nella mia vita, trascorsa in buona parte in compagnia di gatti, ne ho avuto uno bianco (che però ci sentiva benissimo nonostante la vulgata che recita che i felini tutti bianchi siano spesso sordi, il che è vero – ma è una faccenda di probabilità e di fortuna) che ce l’aveva, e per questo era creatura bellissima e quasi unica. Capita anche fra gli umani ed esistono casi che meritano tutta la nostra ammirazione, come quello della modella californiana Sarah McDaniel che vedete in foto, dotata davvero di un’espressione quasi stregonesca nel senso buonissimo della parola.

Tornando al libro che vogliamo segnalarvi, la Lia protagonista trascorre la sua vita in un canile. Forse nessuno vuole prendersene cura per la peculiarità del suo sguardo ma il destino le fa conoscere Giulio, un bambino speciale anche lui affetto dall’identica anomalia e per questa ragione nessun amichetto intende giocare con lui. Inevitabile quindi il loro incontro quando la mamma di Giulio porta il bambino che ha appena compiuto 10 anni nel canile dove tra mille altri cani vive anche Lia. Si trovano lì perché Giulio la sera ha disegnato una cagnolina e la mamma, come tutte le mamme, ha capito. Quando Giulio vede Lia, triste in disparte con gli occhi chiusi, entra nella gabbia, la chiama per nome e la abbraccia. È fatta, si tratta dell’incontro della vita: “nonna” Lia, anche lei appena reduce dall’avere compiuto 10 anni, adesso ha una casa e un grande amico, e Giulio l’amicizia più importante della sua vita iniziale. Tutto procede bene e il tempo passa: «… inverni e primavere trascorrono, mentre Giulio e nonna Lia disegnano insieme un mondo felice…».
Purtroppo la vita per nessuno è eterna e, in una notte piena di stelle Lia racconta a Giulio che dovrà lasciarlo per percorrere il Ponte dell’Arcobaleno, il lungo passaggio che tutti attraversano alla fine dell’esistenza. Giulio si dispera e si addormenta stringendo a sé la sua dolce cagnetta. Alla mattina, mentre Lia corre libera verso la vita oltre la vita, il triste Giulio vede affacciarsi alla finestra un gattino nero. Il bambino corre ad aprire e l’animaletto gli salta in braccio, svelando di avere un occhio verde e uno blu.
Devo confessare che, ogni volta che rilegge il doppio finale di questa fiaba meravigliosa, il mancato re dell’horror Danilo Arona piange come una fontana. Ho qualche vissuto di troppo riguardo ai Ponti dell’Arcobaleno. Ma, casi a personali a parte, questo è un libro struggente ed essenziale che non potete mancare un po’ per i tanti sottotesti “adulti” che occhieggiano con lucida coerenza (la solitudine infantile, l’altruismo e l’amore fra i diversi consimili, l’approccio di assoluta e propedeutica delicatezza al mondo animale) e un po’ d’altro perché la pubblicazione, prodotta da quattro benemerite organizzazioni operanti nel settore della lotta al randagismo (Cooperativa Dog Park di Ottaviano, il rifugio Valdiflora di Pescia, la Shardana Cave Canem di Serdiana e la spagnola Al Perro Verde) è ovviamente no-profit. Restano da menzionare le speciali autrici del libro, le scrittrici Sabina Guidotti e Alma di Pietro, talentuose e animaliste, l’illustratrice e pittrice Rita Cardelli, dal tocco essenziale e sincretico, i cui animali esibiscono solo all’apparenza la prerogativa della fissità perché in realtà altalenano tante gamme di espressioni con un solo incredibile tratto, il giornalista esperto di fumetti Luca Raffaelli e la casa editrice Segni e Parole di Novara.
Dicevamo di Lia che non è “personaggio” inventato, ma una cagnetta che sul serio ha passato troppo tempo dietro le sbarre e che ha trovato un giorno bellissimo Silvia che ne ha permesso la liberazione. E torno – l’ultima, lo giuro – su Sabina Guidotti perché stata co-autrice di Land’s End – Il teorema della distruzione, faccenda che mi riguarda da vicino. In verità sono stupefatto perché dalla mente che ha partorito quella trucida apocalisse non si capisce come possa essere uscita, e così bene, tanta commovente delicatezza.


