“Le lavoratrici e i lavoratori della Pernigotti e i loro sindacati hanno vinto una battaglia che sembrava impossibile, con una tenacia e una coerenza encomiabili. Stando a quanto si apprende, il nuovo piano industriale, infatti, non prevede più il trasferimento della produzione dallo stabilimento di Novi Ligure.– l’ipotesi ventilata dalla Minoranza (dare seguito ad un nuovo provvedimento, che costituisca la “riedizione” del precedente) è stata invece già esclusa, su indicazione del legale di fiducia. Si tratterebbe, infatti, di un’inammissibile elusione della recente sentenza del TAR Piemonte, che non si addice ai doveri di correttezza e buona fede dell’Amministrazione. Le sentenze che non si condividono si impugnano, ma “non si aggirano”;
– visti i tempi, non rapidi, di un appello al Consiglio di Stato, l’Amministrazione ritiene comunque indispensabile riaprire quanto prima un confronto con la Pernigotti S.p.A., sia in ragione delle ultime notizie del piano industriale in fase di presentazione al MISE, sia perché – anche nell’attuale quadro di regole di PRG (cioè anche dopo l’accoglimento del ricorso) – il destino dell’area dello stabilimento Pernigotti non può prescindere da un accordo con l’Amministrazione. Tale circostanza (assoggettamento a convenzione di qualsiasi eventuale intervento sull’area) costituisce un elemento forte che il Comune vuole “spendere” fino in fondo con la società Pernigotti, nella convinzione che un accordo fra le Parti rappresenterebbe anche il miglior modo per garantire l’interesse dei lavoratori e della Città”.

