Coldiretti: “Per l’economia vitivinicola perdite di fatturato fra il 60 e il 70%”

Settimane dure per il comparto vitivinicolo alessandrino. Bloccato il commercio di vino a causa delle limitazioni imposte per il contenimento del contagio, con il numero in continua crescita di bottiglie rimaste ferme in cantina a cui va aggiunta la chiusura di bar, ristoranti e alberghi.

“Come vari comparti della nostra agricoltura, non mancano i primi segnali di speculazioni sul vitivinicolo – afferma Mauro Bianco Presidente di Coldiretti Alessandria – con prezzi e consumi in aumento, soprattutto nella GDO, in questo momento delicato in cui a soffrire maggiormente sono i produttori che attuano la vendita diretta e quelli che lavorano in larga parte con i paesi stranieri. Dalle prime stime che abbiamo effettuato le perdite vanno dal 60 al 70% per il comparto Made in Piemonte. La provincia di Alessandria rappresenta una parte vitivinicola importante all’interno del Piemonte, le cui produzioni sono apprezzate oltre i confini nazionali proprio per l’elevata qualità che ha permesso di conquistare sempre più anche i palati stranieri”.

“Per prevenire il collasso del settore, oltre al piano salva vigneti, sono necessarie specifiche agevolazioni fiscali e previdenziali da applicare a tutte le imprese agricole operanti nel settore vitivinicolo, senza le limitazioni previste dal decreto “Cura Italia” – aggiunge il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Una necessità che va sostenuta anche garantendo liquidità alle imprese, con interventi emergenziali a livello nazionale e comunitario, senza appesantimenti burocratici. Oltre a queste manovre per spingere il vino piemontese di qualità è fondamentale ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio Made in Italy nel mondo, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta sul piano qualitativo a livello comunitario e internazionale”.