Alda e Piero Canaperia [Un tuffo nel passato]

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frisina_caldi Tony Frisina.

 

Rieccoci al nostro appuntamento settimanale ancora alle prese con antiche corrispondenze.

Come già ebbi modo di raccontare, anche le fotografie – un tempo – erano usate come vere e proprie cartoline, con la particolarità che chi scriveva riusciva ad inoltrare al destinatario non solamente i saluti ed i pensieri ma anche uno spicchio di realtà del tutto personale. In questo modo si riusciva a trasmettere una visione più intima che certamente non si poteva fare mandando l’immagine della propria città o dei luoghi della vacanza. Con una fotografia si spediva un attimo di vita personale e magari anche anche la propria immagine migliore.

Oltre trent’anni fa ebbi la fortuna di mettere le mani su uno scatolone di meraviglie. A quell’epoca ero ancora un principiante del collezionismo e – come sovente accade – ebbi la ventura di imbattermi in una inaspettata fortuna.

Prima di portare a casa l’ingombrante cartone contenente migliaia di lettere, fotografie cartoline e anche ogni sorta di carta e biglietto, ebbi modo di intraprendere una bella chiacchierata con la signora che mi stava cedendo quel materiale.

Purtroppo nessuna delle cartoline riguardava la città di Alessandria, (quelle erano state cedute già qualche tempo prima) ma in seguito ebbi modo di scoprire che in realtà c’era ancora qualcosa, fra i contenuti di quelle corrispondenze, che legava la signorina Alda Canaperia alla la nostra città.

Mi fu raccontato che la signorina Alda, di Torino, era deceduta da poco tempo e gli eredi – dopo aver preso mobili, argenterie, biancheria, denaro e ogni altro oggetto di valore – avevano sbattuto via le cose – per loro – di nessuna utilità materiale… Quindi tutte le carte più intime e care dell’ultra ottantenne signorina erano state bellamente alienate. Tutti gli antichi cartoncini contenenti saluti e pensieri affettuosi, i ricordi più delicati e le emozioni che quelle corrispondenze in modo impalpabile ancora racchiudevano potevano essere buttati nella spazzatura… (Stai tranquilla Alda, tutte le tue carte le conservo io gelosamente!).

Ancora una volta, purtroppo, abbiamo modo di comprendere come certe persone siano sensibili al denaro e lo siano molto meno quando si tratta di ricchezza spirituale, di amore e di affetto per chi non c’è più e che magari ha lasciato anche una buona e pingue eredità. Eredità materiale, s’intende!

La signorina Alda era persona di una certa cultura, di famiglia benestante e sicuramente dall’animo nobile.

Dalle corrispondenze che col tempo ho avuto modo di studiare ho appurato che avesse amici e amiche, appartenenti alla sua stessa classe sociale, dotati di altrettanta elevata spiritualità.

Ogni occasione era buona per inviarle saluti e corrispondenza di vario tipo attraverso lettere e cartoline… e anche fotografie, come le due che propongo oggi. Una delle due che oggi analizziamo fu spedita da Alpignano (TO) il 23 Luglio 1900. Indirizzata “Alla Signorina Alda Canaperia / Cascina Zucca / Bergamasco / Alessandria. Accanto al timbro di partenza possiamo leggere quello di arrivo del 24 Luglio 1900.

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Dalle date di questa cartolina possiamo dedurre che all’epoca la ricevente avrebbe dovuto avere almeno dieci/quindici anni e non è azzardato supporre, quindi, che fosse nata intorno al 1885 / 1890.

Quindi è chiaro che la nobildonna (forse non era una nobile ma per me la è stata e quindi non mi dispiace usare questo termine per indicarla) andò a trascorrere qualche giorno di vacanza proprio nella zona agricola alle porte di Alessandria. E questo è un primo debolissimo legame con il nostro territorio. Con i saluti e i baci, invece della firma, il mittente aveva annotato soltanto le iniziali C. R., certa di essere riconosciuta anche così.

L’altro oggetto postale è una fotografia spedita da Ceresole il 5 Settembre 1911 all’indirizzo di Corio Canavese… e nulla più. La signorina Canaperia doveva essere ben nota in questa località se era stato sufficiente scrivere soltanto il nome del comune e nessun altro dettaglio per che ricevesse la corrispondenza!

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La fotografia in questione è ancora più interessante della precedente.

Vi sono ritratte due donne, molto ben acconciate, presumibilmente le amiche Lidia e Adelma – le loro firme sono apposte in calce – in compagnia di un signore elegantissimo e di età sicuramente più matura. Forse il loro padre… o forse invece rispettivamente padre e marito. L’età delle signore non è facilmente decifrabile e quindi è complicato a prima vista affermare certezze.

La scena, dal sapore vagamente gozzaniano, riprende queste persone elegantemente vestite intente ognuna ad una propria incombenza. Le donne paiono assorte nell’arte del ricamo mentre l’uomo è occupato dalla lettura di un quotidiano.

E ora andiamo a curiosare il contenuto della cartolina. Ecco cosa Adelma (una delle due signore ritratte nell’immagine, scrive all’amica Alda:

Cara Alda, scusami se ancora non ti ho ringraziata delle belle fotografie e dei tuoi affettuosi biglietti. Oggi parto per Torino. Piove e non ti dico quanto mi diverte questo viaggio. Tante cose affettuose alla nonna e il mio ricordo a tuo fratello. Con un bacio, Adelma”.

Potei ancora raccontare tante cose su questa signorina Alda e sul fratello Piero, ma per ora mi fermo qui…  Anticipo soltanto che il fratello di Alda, Piero, fece l’ufficiale ad Alessandria nel 1918 – in qualità di sottotenente – e le scrisse un mare di parole…

Alla prossima allora, con altre cose interessanti su questa stupenda famiglia!


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