Sgheiz (Lega): “Siamo tra la gente, sono altri a doversi preoccupare”. E su Tortona: “è la città che amo: il mio futuro è qui”. L’Italia di oggi vista da una diciannovenne che fa politica

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di Ettore Grassano

 

“A Salvini consegnai un mazzo di rose in primavera a nome dei candidati della Lega in comune, quando in campagna elettorale venne a Tortona, per un comizio di fronte a migliaia di persone. E quando l’ho rincontrato a luglio alla Festa della Lega di Fubine gli ho ricordato quel momento, e gli ho detto che ero stata eletta: mi ha abbracciata congratulandosi, e abbiamo fatto una foto insieme. Ero al settimo cielo!”

Anna Sgheiz, 19 anni, maturità scientifica e dal prossimo 23 settembre studentessa di Giurisprudenza a Pavia, è tipo tosto (“ariete, ascendente scorpione: testa dura al quadrato”), e nel week-end, naturalmente, era sul ‘pratone’ di Pontida, con tutto il gruppo dei Giovani della Lega della provincia di Alessandria: “Essere all’opposizione non ci spaventa per nulla: siamo tra la gente, con le persone comuni in carne ed ossa, come noi. A doversi preoccupare dovrebbero essere altri, sempre più distanti dal popolo”. A Tortona però, come del resto in gran parte della provincia di Alessandria, e del nord Italia, il Carroccio è alla guida dell’amministrazione comunale, e leghista è anche il sindaco Chiodi: “insegnava al mio liceo, il Peano: amatissimo, alla mano, molto apprezzato. In comune la squadra di maggioranza è molto affiatata: noi della Lega poi, siamo soldati dello stesso esercito, io li adoro tutti”.

 

Proviamo a farci raccontare da Anna Sgheiz come vede il mondo una ragazza di 19 anni, perché ha deciso di impegnarsi in politica (192 preferenze alle recenti comunali di Tortona, il consigliere più votato nella lista della Lega), e dove si immagina tra dieci anni. Una bella sfida di prospettiva, in un Paese che naviga a vista….

Anna lei lo scorso giugno, appena eletta in consiglio comunale a Tortona, esordì ‘bacchettando’ il sindaco uscente Bardone: se il buongiorno si vede dal mattino…
(sorride, ndr) Fu in effetti un esordio un po’ eclatante: ma per niente premeditato, e non cercavo protagonismo personale. Solo mi sembrò necessario fare qualche puntualizzazione, tutto lì.

Oggi, dopo qualche mese di ‘apprendistato’, si comincia a fare sul serio?
Veramente abbiamo già cominciato, eccome. La Notte Bianca tortonese, che si è tenuta la settimana scorsa, è stata un vero successo, con la partecipazione di migliaia di persone. Un anno zero davvero incoraggiante, che come presidente della commissione Eventi del comune di Tortona mi ha visto impegnata in prima persona, insieme a tanti altri ragazzi. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo coinvolto la città, e recuperato i 10 mila euro necessari bussando alla porta di numerosi sponsor privati, uno per uno. Il comune non ha speso nulla (come giusto, dati i tempi, e le risorse scarse), eppure è stato il ‘motore’ di un’iniziativa che speriamo possa essere la prima tappa di un lungo percorso.

Per arrivare dove?
Tortona e tutto il Tortonese sono una terra splendida, piena di potenzialità. Amo casa mia, e al contrario di tanti miei coetanei (soprattutto borghesi progressisti: possiamo dirlo no?) che sognano il proprio futuro a Milano e all’estero, credo che ci siano tutte le condizioni per un rilancio della nostra comunità, dopo decenni di progressivo abbandono. Certo, non dipende solo da noi, ma da quel che succederà a livello di paese. Però possiamo provarci, insieme a tutti coloro che hanno entusiasmo e buona volontà.

Un passo indietro, Anna: come una liceale, neo universitaria, di 19 anni ha ‘contratto’ il virus della politica? Dna famigliare, o scelta personale?
Entrambe le cose: i miei genitori non hanno mai avuto tessere di partito, ma hanno sempre seguito le vicende politiche, in casa se ne è sempre parlato. Personalmente a 14 anni, all’inizio del percorso del liceo scientifico, mi sono identificata fortemente con Salvini e la Lega, e ho portato avanti le mie idee, peraltro da esterna: mi sono iscritta al partito solo quest’anno.

I suoi coetanei che dicono? Impegnati in politica anche loro, o è la classica ‘mosca bianca’?
Diverse amiche e amici li sto coinvolgendo, e ne sono lieta, anche se credo che ognuno debba arrivare ad impegnarsi se e quando lo ritiene giusto. I miei coetanei però non sono per niente disinteressati al mondo che li circonda come si vuol far credere. Magari disillusi verso la politica paludata, questo sì. Personalmente al liceo qualche difficoltà l’ho anche incontrata, con le mie idee: sia tra i docenti che tra gli studenti abbondavano i simpatizzanti di sinistra, specialmente espressione della Tortona benestante. Ma le urne hanno dimostrato che la gente sa far sentire la propria voce, e ha scelto di cambiare direzione.

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Ora però vi tocca amministrare: tre priorità per il centro destra tortonese nei prossimi cinque anni?
Prima di tutto un dialogo costante e costruttivo con la Regione Piemonte: oggi un comune da solo, senza interlocutori istituzionali, fa poca strada. Abbiamo già incontrato l’assessore regionale Vittoria Poggio, che ci ha dato massima disponibilità. Sta a noi ora fare proposte che possano coinvolgere Torino. Poi occorre sapere fare davvero squadra: tra noi amministratori di centro destra, ma anche ascoltando la città, le associazioni, i portatori di interesse. Terzo punto, fondamentale, è stare tra la gente, non smettere mai di confrontarsi, e di capire cosa funziona, e cosa no: chi si chiude nel palazzo della politica ha già perso la partita, e soprattutto non ha capito la situazione di oggi.

 

Parliamo di Lega, Anna: lei ha conosciuto personalmente Matteo Salvini. Pensa che l’uscita dal Governo sia stata un errore, e che ora sarà più dura?
Non ho elementi per dire se si potesse staccare la spina prima, o dopo. Ma è evidente che con i 5 Stelle gli spazi di un percorso comune non c’erano più. Però basta andare in giro, a Tortona come nel resto d’Italia, per capire cosa pensano e con chi stanno le persone comuni, soprattutto al nord. La Lega è la gente, questa è la nostra forza: lo capisci non solo a Pontida, o alle nostre Feste, ma nei bar, in piazza, tra le persone che incontri in strada. Credo che lo dimostrino anche tutte le elezioni, locali e non. In particolare la Lega a casa nostra può contare su un gruppo dirigente di straordinario valore: penso al capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che è alessandrino, o a Rossana Boldi, davvero vicinissima alle esigenze del territorio tortonese. E poi la forza vera è l’entusiasmo di noi ragazzi: ovunque si vada, noi ci siamo. Senza nessuna convenienza personale, ma perché ci crediamo davvero. E non siamo figli di, ma persone comuni. Le risulta che a sinistra funzioni così?

Che musica ascolta e che libri legge Anna Sgheiz?
(ride, ndr) Qui mi sa che sconvolgo più di qualcuno. Ultimamente ascolto parecchio rock, ma anche da sempre musica italiana anni Ottanta, da Umberto Balsamo a Umberto Tozzi, per fare due nomi. E Riccardo Cocciante. Libri, tantissimi: sono un topo da libreria, e li voglio di carta. L’e-book sarà anche comodo, ma è impersonale, non ha fisicità, odore. Leggo tutto, ma in particolare i classici dell’Ottocento. Se dico che ho letto tutte le opere di Emile Zola sembra che me la tiri? L’ho scoperto ai primi anni del liceo, mi è piaciuto tantissimo.

Come si vede tra dieci anni, Anna?
Intanto il 23 settembre comincio a frequentare Giurisprudenza a Pavia, e la sera ho consiglio comunale. In più un paio di sere alla settimana lavoro in un bar, perché mi piace sentirmi indipendente. Per i prossimi cinque anni mi vedo così: impegnata a cercare di laurearmi con passione, e ad imparare come funziona la nostra ‘macchina’ comunale: portando lì la voce della gente di Tortona. Poi vedremo: sicuramente da grande mi immagino tortonese, vorrei mettere su famiglia qui, e qui lavorare, e impegnarmi nella società. Non in giro per il mondo, migrante senza radici. Adoro viaggiare, ma per turismo. L’Italia è splendida: perché mai dovremmo abbandonarla, anziché impegnarci a rilanciarla?