Grigi alle prese con i fondi di magazzino

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Grigi: dal libro Cuore alla tragedia del Poseidon CorriereAldi Jimmy Barco

 

Grigi, altra settimana passata a imbastire compravendite che tra poco saranno formalizzate. Il tutto non proprio a fari spenti, ma giusto con le luci di posizione accese.

Il momento che sta attraversando il mercato della serie C infatti è delicato perché gli organici sono sostanzialmente costruiti ma, discorso che vale un po’ per tutti, ogni club comincia a valutare, dopo le prime uscite ufficiali, cosa gli manca.

Oggi ogni squadra cerca giocatori con caratteristiche super definite perché gli ultimi arrivati devono integrarsi con quelli che ci sono già. Esempio: adesso non basta la semplice ricerca di un difensore centrale, per esempio, così come era avvenuto nella fase iniziale della finestra di mercato.

Visto quello che c’è già in casa, si avrà bisogno magari di un difensore centrale svelto oppure mancino o di grande stazza, pena aver concepito una difesa poco efficace ma ricca di doppioni.

Oltre tutte queste peculiarità gli operatori devono pure tener conto di un budget a volte già messo a dura prova dai colpi di mercato precedenti, o magari da infortuni sopraggiunti nella fase di rodaggio.

Passando a casa nostra, del DS Artico-Wolf devo ribadire che è dotato di una certa fantasia nelle mosse di mercato e, anche nelle stagioni in cui ‘ha cannato’, ha dimostrato estro unito a una conoscenza sicura di come deve essere fatta una squadra di calcio.

Vi ricordate il primo capolavoro di Magalini qui da noi? Bene, pur spendendo a piene mani, mise a disposizione dell’allora mister D’Angelo un organico pensato per il 3-5-2, nel quale non c’era una mezzala destra di ruolo (!?!), al punto che il povero allenatore d’allora, non senza coraggio e fantasia, nella zona di campo di un Vidal, rischiò prima Rantier poi Taddei, una seconda punta e un rifinitore, entrambi mancini le cui caratteristiche, oltretutto, con il modulo applicato da quella Alessandria, c’entravano come i cavoli a merenda.

Penso che una cosa del genere con il buon Fabio DS non succederà mai.

Diverso capire se i nuovi arrivati, sotto il profilo tecnico, fisico e caratteriale saranno all’altezza del compito, ma questo lo sapremo solo quando la squadra sarà a pieno regime.

Di sicuro, di quelli che avevamo in magazzino, in molti non sono all’altezza di disputare un campionato importante per le più svariate ragioni. Ma questo è un altro paio di maniche e non è certo il momento giusto per stilare graduatorie e giudizi che potrebbero deprezzare materiale umano comunque a carico della società.

Apprezzo inoltre che si sia instaurata una buona sintonia con club che, se pur recentemente, sono entrati a far parte a pieno titolo dell’élite del calcio italiano, e mi riferisco a Carpi e Entella, società che interpretano la gestione sportiva e gli investimenti nel migliore dei modi, con lungimiranza e competenza. Meglio fare operazioni di mercato con Carpi e Entella, voglio dire, che rilevare periodicamente i “fondi di magazzeno destinati agli stocchisti” del Trapani, per dirne una, società decotta e gestita da personaggi nebulosi, fra gli interlocutori preferiti da Magalini.

Passato Ferragosto si avvicina il campionato: tre partite, le prime, non sempre indicative e, qualche volta, addirittura fuorvianti. Poi calcio vero. Au revoir.