Monti (Fiaip): “Le tenute del Monferrato acquese piacciono sempre di più agli stranieri, e anche Milano ci sta riscoprendo”. L’importanza delle sinergie con l’accoglienza turistica

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di Ettore Grassano

 

 

Dopo Novi, Valenza e Ovada, il nostro viaggio nel ‘distretti immobiliari’ della provincia di Alessandria questa settimana fa tappa nel Monferrato acquese. Buona lettura.

 

 

 

Turismo e valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare, ma soprattutto della bellezza del nostro territorio, camminano all’unisono. E’ una strada che abbiamo imboccato con determinazione, e che sta cominciando a dare i suoi frutti”.

Andrea Monti della  Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip) è il vicepresidente provinciale ad Alessandria, e dal 2008 anche responsabile regionale Piemonte per l’estero. La sua agenzia nel ‘cuore’ di Acqui Terme è in realtà uno dei ‘nodi’ della rete ‘glocal’ che fa capo a www.greatestate.it, e copre gran parte della penisola, valorizzando nel mondo regioni come Toscana, Umbria, Marche, Liguria, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Puglia, e grandi città meta turistica come Firenze, Roma, Venezia e Milano.

Lo scorso anno Andrea Monti ci ha raccontato la filosofia del progetto,e attraverso quali strumenti, e ‘step’ successivi, si intende realizzarlo. Lo ‘intercettiamo’ al rientro di un meeting milanese con colleghi di mezza Italia, ed è l’occasione per capire cosa si sta muovendo, quali sono le aspettative per la seconda metà dell’anno, e soprattutto se il Monferrato (“acquese e non, operiamo ‘in continuità’ su un’area vasta che abbraccia anche un ‘pezzo’ delle Langhe”) sta acquistando consapevolezza del proprio valore, e della propria ‘appetibilità’ sul mercato.

“Il primo semestre di quest’anno – precisa il rappresentante Fiaip – non è stato particolarmente brillante per numero di transazioni, credo anche per un clima  a lungo altalenante. Ma non sono mancate alcune operazioni di pregio, sia sul fronte del mercato degli stranieri, che di milanesi fortemente orientati a scoprire la bellezza del nostro territorio. Su quest’ultimo fronte, anche un paio di incontri che abbiamo organizzato a Milano, come Fiaip, in partnership con Immobiliare.it e con Alexala stanno cominciando a generare riscontri significativi, speriamo in crescita in autunno. Il nostro Monferrato è ad un’ora di auto da Milano, e c’è una fascia di persone, certamente facoltose, che ama la quiete e la riservatezza, e non sempre ha piacere di spingersi fino in riviera, con il corollario di code in autostrade, e caos sul posto. Qui da noi, praticamente invisibili a chi non le conosce, ci sono tenute splendide, ville con piscine e palestra, e attorno bosco e quiete. Un paradiso, che molti stanno scoprendo proprio grazie ai nostri incontri ‘promozionali’”.

Il turismo acquese: quante occasioni perse... CorriereAl

Il target benestante insomma, che può permettersi di spendere cifre importanti per una seconda o terza casa nel ‘cuore’ dell’Alto Monferrato.

Ma l’acquese non è solo questo: “da alcuni anni ormai – sottolinea – le nostre colline sono meta ambita da parte di turisti stranieri, soprattutto nord europei. Persone non necessariamente abbienti, ma che vivono in paesi con salari medi parecchio più alti che i nostri, e vedono nel Monferrato sia un’ambita meta di vacanza, sia un luogo in cui fare investimenti immobiliari, finalizzati poi a locazione, soprattutto a connazionali”.

Ovviamente stiamo parlando di una platea di turisti/investitori che arriva da paesi benestanti (soprattutto Svizzera, Olanda, Danimarca, Svezia, Inghilterra e Stati Uniti), e che è interessata non solo ad un bell’immobile, magari da restaurare secondo il proprio gusto (“il che significa anche incentivare l’edilizia del territorio”), ma anche ad un contesto di servizi di qualità.

“Ecco allora – sottolinea Andrea Monti – che diventa particolarmente significativa la collaborazione tra noi intermediari immobiliari e le diverse realtà che, a vario tipo, operano nell’ambito del turismo, e dell’accoglienza. Da Alexala, dove con il presidente Prati stiamo cercando di mettere a punto una strategia comune di promozione del territorio, fino alla Regione Piemonte. Su questo fronte, potendo ora contare su due assessori ‘di territorio’ (ossia l’alessandrina Vittoria Poggio a Turismo, Cultura e Commercio, e l’acquese Marco Protopapa a Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca, ndr), speriamo davvero che gli anni che ci attendono sia ricchi di progetti, e di opportunità”.

L’acquese è, da sempre, territorio dalle grandi (e parzialmente inespresse) potenzialità turistico/ricettive. E se l’offerta termale pare decisamente in via di ridimensionamento (“speriamo non sia così, c’è un privato che ha investito, e da cui si attendono segnali concreti”), è invece in forte crescita il ‘turismo in bicicletta’, con percorsi per mountain bike tra le colline, e progetti di tragitti dedicati che arriveranno fino all’Albese, e alle Langhe. “Diamo atto all’attuale amministrazione comunale di Acqui Terme – sottolinea Monti – di crederci, e di aver messo in moto meccanismi positivi, speriamo anche attrattivi e virtuosi”.

E il mercato immobiliare di Acqui città come va? Funziona, ‘funzionicchia’, o ristagna? Qui Andrea Monti medita, e poi riflette: “La nostra cittadina non è Alessandria, o Valenza. Nel senso che qui, è vero, non abbiamo l’università e neppure i gioielli, ma il valore medio degli immobili rimane comunque più alto rispetto alla pianura. Certo, il numero di appartamenti sul mercato è aumentato anche da noi, mentre la domanda è diminuita, per cui abbiamo compravendite limitate. Non c’è però ancora, e speriamo non ci sia, il fenomeno della ‘svendita’: speriamo piuttosto in una ripresa delle transazioni, che certamente però deve passare anche attraverso un adeguato percorso di riqualificazione”.

 

L’ultima riflessione con il responsabile regionale Fiaip Piemonte per l’estero la dedichiamo proprio alla tutela della professione di intermediario immobiliare all’interno dell’Unione Europea: lo scorso anno pareva ci fosse la concreta possibilità di una piena liberalizzazione della professione, che somigliava tanto ad un ‘todos caballeros’: “Per fortuna non è successo – sorride Monti – e anzi sono state riconosciute alla nostra categoria alcune prerogative professionali in più: credo che sia un bene, non per spirito di casta, ma perché in questo mestiere, come del resto in tanti altri, serve una professionalità sempre più profonda, aggiornata, e certamente anche certificata”.