Alessandria Pride? Bravo sindaco Cuttica! E poi sicurezza fiumi e Valfrè [Le pagelle di Gzl]

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di Graziella Zaccone Languzzi

 

1) Mi è stata posta questa domanda: “lei cosa pensa di questa vicenda dell’Alessandria Pride? Il sindaco Cuttica di Revigliasco ha fatto bene o male a dare il patrocinio del comune di Alessandria?”. Rispondo: si tratta di un mondo lontano da me mille miglia, ma non per questo va discriminato, quindi la risposta in prima battuta mi è venuta naturale: “Un Sindaco dovrebbe essere il Sindaco di tutti i suoi cittadini, e Cuttica ha dimostrato di esserlo”. Aggiungo che ha anche rispettato in pieno l’art.3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Questo articolo dice molto di più in merito alla pari dignità in ogni settore indicato, il problema è che siamo una società un po’ “ignorante”, nel senso che non conosce la nostra Costituzione, che sancisce pure la libertà all’art. 21, quella “ignoranza” e presunzione per alcuni, che vorrebbero togliere il diritto di altri nell’esistere e di esprimere le proprie posizioni e ideologie politiche, di sesso etc. Condivido la risposta di Cuttica in questo articolo del dicembre 2018: “Verso il primo Pride alessandrino, Cuttica: “favorevole al patrocinio del Comune”.
“Da Primo Cittadino non avrei difficoltà a offrire il patrocinio comunale per un’iniziativa di questo tipo, perché ritengo giusto e corretto che Alessandria sia una città dove ciascuno possa esprimersi e sentirsi tutelato. L’augurio è che l’associazione gestisca l’iniziativa nel modo migliore possibile, senza urtare la sensibilità di altri soggetti ed evitando gli aspetti più folcloristici che hanno caratterizzato altrove manifestazioni di questo tipo. Sinceramente sono fiducioso in tal senso perché mi sembra che la proposta venga da persone molto a modo e che prendono l’organizzazione di un manifestazione di questo tipo con grande serietà. Da parte mia quindi, se le cose stanno così, il sostegno non mancherà”. Concludo: gli organizzatori del Pride alessandrino si auspica che manifesteranno con decoro, evitando quegli aspetti davvero troppo “folcloristici” che non producono utilità. La pari dignità sociale di tutti i cittadini è stata rispettata in pieno da Gianfranco Cuttica, che ha dimostrato di essere davvvero il Sindaco di tutti gli alessandrini. I critici e i (pochi) contrari dovranno farsene una ragione.
Voto: 8

 

 

2) Anche se in questo momento il livello dei nostri corsi d’acqua è basso, ad aprile ‘ogni goccia è un barile’, quindi le piene ce le dobbiamo aspettate: e nel 2016 abbiamo scoperto che le opere di messa in sicurezza non sono una garanzia come ci è stato raccontato. Veniamo al punto. Nei giorni scorsi gli organi di informazione pubblicavano un comunicato stampa dell’AIPO. “Il punto sui lavori di AIPo nei fiumi piemontesi. Presidente Balocco: sicurezza del territorio prioritaria”. Il punto lo fa l’assessore regionale alle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo Francesco Balocco, che in questo periodo ricopre il ruolo di Presidente di turno AIPO, comunicando la somma investita in Piemonte di circa 86 milioni di euro nel triennio 2018/2020. Di questi 86 milioni una parte già spesa per interventi urgenti a seguito di eventi critici, e la restante per interventi in corso e programmati, trattandosi di lavori importanti che consentono di proteggere i centri abitati in caso di eventi alluvionali. Sono andata a ‘spulciare’ gli interventi già realizzati e quelli che verranno. Alla voce “Fiumi in provincia di Alessandria/Piemonte orientale”,la parte che interessa Alessandria città è: “Fiume Tanaro: completamento ed adeguamento sistema difensivo ad Alessandria a monte dell’ex Cittadella, 1.226.000 euro”. Questa voce è inserita nell’elenco dei lavori ultimati, ma sarà vero? Negli interventi in programma, vale a dire si faranno, si legge: “Rio Loreto: Manutenzione e gestione impianti tecnici nella stazione di sollevamento del Comune di Alessandria, euro 532.000”. Spero che i preposti del Comune di Alessandria controllino la veridicità di quanto annunciato, e da me sopra segnalato. Nota a parte su Casale Monferrato, che è territorio su cui sono impegnata con il C.AL.CA. (comitato alluvionati del casalese nato nel 2000). Su Casale Monferrato c’è una voce che suona stonata e sa di beffa, negli interventi in programma sta scritto: “Fiume Po, arretramento argine sponda sinistra Cascina Consolata, euro 2.900.000”. Ci stiamo chiedendo: altri fondi? Ma quante volte viene finanziato il lavoro su questo argine? Stiamo parlando di un’opera di difesa di Nuova Casale annunciata all’inizio del 2010 dall’allora assessore regionale Borioli, e dai responsabili AIPO/AL, Ing. Condorelli e Geom. Di Mascio, al tempo per il costo di 3 milioni di euro finanziati. I lavori per la durata di due anni sarebbero dovuti iniziare già nel 2010. In nove anni nulla di fatto, solo enunciazioni. Dopo l’alluvione 2000, fu progettato un modello fisico predisposto dal Dipartimento Idraulica del Politecnico di Torino, fui invitata con il C.AL.CA. nel 2004 dal Prof. Butera e dall’Ing. Rosso. A vederne i risultati, l’esito fu che se si fosse ripetuto lo stesso fenomeno alluvionale dell’ottobre 2000 l’acqua sarebbe uscita tra il ponte stradale e quello ferroviario, sia in riva sinistra che in riva destra. Bel lavoro buttato alle ortiche. Nel 2013 su una pubblicazione AIPO si leggeva che “E’ in corso di ultimazione l’arretramento dell’argine di Po in località Cascina Consolata” (ne conservo copia), nonostante non sia mai iniziato e a questo punto ci si chiede se è vero tutto ciò che annunciano, essendo passati dalle vane promesse ai lavori virtuali e mai effettuati. In questo periodo le regalie fioccano, perché fra poco più di due mesi si vota.

Voto: 2

Copia di Cento cannoni per Alessandria [Alessandria in Pista] 343) Caserma Valfrè e Fortezza Cittadella. Su questi beni demaniali periodicamente c’è chi sollecita interventi evidenziando a giusta ragione che mancano adeguati controlli e manutenzione. Paiono terra di tutti e di nessuno. Nei giorni scorsi Ad Alessandria si è tornati a parlare di Valfrè: “Per presidiare la Valfrè¨ perchè non affidare alcuni spazi ad associazioni cittadine”?
Portone e cancello sempre aperti, nessun controllo su chi entra e cosa fa, deposito camper di non si sa chi, alberi di Natale abbandonati per terra, sporcizia, luogo di furti e bivacchi: dopo 13 anni di abbandono, oggi il degrado è dilagante. Viene proposto dai Consiglieri Comunali 5 Stelle di affidare la custodia a una o più associazioni attive sul territorio, che potrebbero fungere anche di controllo. La mia ‘vivace’ memoria ricorda a chi mi legge, che agli inizi di gennaio 2016 a suon di grancassa arrivava in Alessandria pari ad un Re Magio, l’allora ministro dei Beni culturali Franceschini, che portava in dono ben 2 milioni di euro per la Valfrè: “Rita Rossa sui 2 milioni di euro da Roma per la Valfrè: Proficuo il lavoro con il Ministero e il Governo”.
A cosa sarebbero serviti? Stava scritto citando la fonte ministeriale datata 04/01/2016: “Si tratta di 2.000.000 euro finalizzati al recupero funzionale dell’edificio ad uso dell’Archivio di Stato e del Polo Archivi giuridici della provincia di Alessandria nell’ex-caserma Valfrè di Alessandria”. Tale annunciazione è di due anni e mezzo fa, e sarebbe opportuno che chi è in Consiglio comunale ponesse queste mie domande a chi è a conoscenza del percorso dei 2 milioni. Denunciare e dare consigli va bene ma non è sufficiente, e si dovrebbe fare chiarezza per conoscere: sono poi arrivati da Roma i 2 milioni di euro? Se sì, in che cassaforte sono trattenuti? Nell’edificio funzionale della Valfrè ci sono oggi imprese che lavorano per trasferire i vari Archivi per cui sono stati stanziati i fondi? Al contrario, se i 2 milioni di euro non sono arrivati da Roma non sarebbe utile saperlo? Sono anche queste le domande che i nostri Consiglieri dovrebbero porsi, diversamente che ci stanno a fare se non si interessano e non approfondiscono ogni situazione partendo dall’inizio? Intanto fornisco un aiutino: “Alessandria. Recupero funzionale edificio “I” ad uso Archivio di Stato nell’ex Caserma Valfrè¨. Procedura aperta per l’affidamento dei lavori. CUP F39J16000450001 CIG 7450670762/Segretariato Regionale per il Piemonte”. La pagina che si apre potrebbe essere sviluppata, per la comprensione tecnica, dal Consigliere Serra che è architetto.
Voto: 3