Tacchi a spillo e numerotre [Piemonte Economy]

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di Cristina Bargero

 

Molti lettori ricorderanno la serie tv Sex and The city, la cui protagonista Carrie Bradshow da single incallita aveva però due grandi amori : Mr Big e le scarpe, tanto da affermare ‘Le scarpe? Sono migliori del DNA, identificano chiunque senza tanta fatica’.

Non siamo a New York, bensì a Castelnuovo Scrivia, eppure la battuta di Carrie identifica bene il DNA delle tre socie/amiche, le sorelle Paola, architetto, e Maria Cristina Pleba, geologa, e Maria Grazia Valsecchi, dirigente, che un po’ per gioco, un po’ per sfida nel 2015 hanno intrapreso l’avventura di costituire ilnumerotre.

La loro intenzione era quella di progettare molto di più di un accessorio, ovvero una calzatura che, una volta indossata, desse la prospettiva di incedere sicure verso il futuro, con al contempo la sensazione proustiana delle madeleinette, grazie al sapore retrò evocato da broccati e tessuti.

La rete dei fornitori si poggia sulla sapienza artigiana dei calzolai di Parabiago; i tessuti utilizzati per scarpe e borse sono di grande pregio, come le sete di Como e di San Leucio (Caserta) e i cotoni pugliesi di Tiggiano.

L’originalità dei manufatti de ilnumerotre, che si declina in esclusività dei modelli, rappresenta quel Made in Italy in grado di competere a livello globale, sfruttando l’unicità e la solidità dei suoi valori.

Gli ambasciatori della moda e del design italiano non sono solo i grandi brand conosciuti a livello internazionale, ma si trovano ancora in quella miriade di artigiani, portatrice di un know how, ossia di un saper fare tramandato di generazione in generazione, oggi in grado anche di coniugare le nuove tecnologie alle antiche manualità.

E così, nell’epoca di Amazon e Zalando, ilnumerotre dalla piana tortonese è sbarcato anche a Milano e Parigi nelle più importanti fiere del settore, e in Argentina, Brasile, Inghilterra, Montecarlo, Svizzera e USA grazie, in un primo tempo, al passaparola, ma poi per merito della gentilezza, della professionalità e del calore di Paola, Maria Cristina e Maria Grazia, a dimostrazione che i progetti imprenditoriali funzionano se a un’idea originale si coniuga la passione.

In una società oramai omologata nei consumi e culturalmente, dove persino al posto di Mr.Big paiono prevalere amori di plastica, possiamo non accontentarci e dire ancora la nostra, facendo leva su contaminazione, creatività e fantasia.

Del resto è un po’ come procedere decise senza inciampare su un tacco 12, occorrono esperienza, eleganza, equilibrio e soprattutto un paio di scarpe de ilnumerotre!