Quarto potere e politica

“Quarto potere” e politica …in questa fase difficile per il paese Italia, il “quarto potere” straniero e italiano si è dato un gran daffare ma a mio parere ha perso la faccia.

La politica è una passione che ho sempre avuto fin da piccola alla pari della informazione e della lettura anche su argomenti seri che potevano apparire noiosi.

Tale passione mi è stata inculcata dal nonno materno. Negli anni cinquanta/sessanta trascorrevo il periodo delle mie vacanze scolastiche nella grande tenuta Bisio, al tempo di proprietà del principe Emilio Guasco Gallarati di Bisio e Francavilla, dove il nonno aveva il ruolo di amministratore. Il nonno seguiva la politica soprattutto tramite il radio -giornale trasmesso da una grande radio, su cui appariva come per magia un occhio luminoso verde e mi invitava ad ascoltare facendomi tali discorsi: “la politica è un qualcosa con cui dovrai avere a che fare per tutta la vita, la politica è dappertutto, occupa ogni spazio della gente comune, quindi per affrontarla devi conoscerla”.

Nonno Emilio aveva ragione e negli anni non ho mai smesso di osservarla e valutarla dal mio punto di vista.

Da allora e di acqua sotto i ponti della politica ne ho vista passare, oggi più di ieri e con la grave situazione italiana, ho assistito a tutte le trasmissioni politiche, ho letto articoli di vari quotidiani e ho realizzato che il cosiddetto “quarto potere” ha assunto una forma di supremazia sulla politica pericolosissimo nella manipolazione e narrazione distorta della realtà allo scopo di creare o distruggere consensi.
Noi italiani sul risultato delle elezioni, siamo stati derisi, insultati, quindi offesi come popolo, titolati di essere: xenofobi, populisti, corrotti, mafiosi,indebitati e morti di fame. In aggiunta l’Italia è stata considerata il malato terminale dell’Europa dai media europei, giudicando nel peggior dei modi, la nostra scelta di voler cambiare e girare pagina.

Per avere un governo abbiamo dovuto attendere oltre due mesi a causa di veti, lazzi e intrallazzi da parte dei trombati supportati da ogni media, ma nel momento in cui l’evolversi della situazione stava degenerando al peggio, per incanto si è formato un Governo: il Governo del popolo, del buonsenso composto da laureati e non chiacchierati o indagati per corruzione etc.. Finalmente abbiamo un Governo di persone giovani, con cultura e senza macchia. Non contenti gli “stregoni dell’informazione” italiana cartacea (sia destra, centro che sinistra nessuno escluso, oltre alla TV) si sono lanciati, e ho provato irritazione e disgusto a tal punto che ho dismesso di acquistarne la solita dose giornaliera in edicola. Forse gradivano un Governo del Presidente alla Monti, oppure il ritorno degli sconfitti con Renzi e Berlusconi a capo di un Governo di “minime” intese, un Governo gradito dalle corti europee e per dirla alla mandrogna per il “fat’ chet’nabi” pro domo loro.

Ma è stato chiaro che il pezzo forte da combattere è Matteo Salvini con la sua Lega. Trovo disdicevole ogni attacco a questa persona perché non rappresenta il male come viene descritto. Percepisco che le critiche più che dirette contro Giuseppe Conte e non recepite verso i 5 Stelle sono dirette alla Lega di Salvini, anche se, sul Presidente del Consiglio ancor prima dell’incarico, ne hanno dette peste e corna. Nonostante tutto e tutti abbiamo un Governo. Ho assistito alla mozione di fiducia al Senato e alla Camera, dai banchi delle varie e sparute opposizioni ho sentito solo baggianate per non dire minchiate, solo vecchia demagogia di cui abbiamo le saccocce piene.

Ho molto apprezzato il discorso del premier Conte, definito troppo lungo e non politico dai soliti giornalisti e trombati del potere, salottieri ospiti delle TV fra cui “La 7” la fa da padrona. Io quel discorso l’ho apprezzato. Da tanto tempo non si sentiva più da chi si presenta alle Camere per la fiducia un discorso chiaro e lineare, e nella replica con risposte a braccio toccando i temi delle critiche ricevute e lo dico con sincerità, in certi momenti il Presidente incaricato mi ha fatto ritornare l’orgoglio di essere italiana.

Lasciamoli lavorare, ci sarà modo di criticare!

Questo Governo ci proveranno a farlo andar male, sarà difficile però, perché dalla sua parte ha gli italiani, quella parte sana che ha preteso il cambiamento o perlomeno di tentarlo. Che piaccia o no gli ultimi sei anni a mio avviso sono una reale pagina nera per questa repubblica, e chi ne è stato attore dovrebbe recitare il mea culpa e tacere.

Tornando al “quarto potere”, consiglio un libro interessante: “Gli stregoni della notizia. Atto secondo. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi” di Marcello Foa, edito da Guerini e Associati (febbr.2018). Marcello Foa è stato allievo del grande Montanelli: una garanzia!

 

Graziella Zaccone Languzzi