Alcuni monumenti presso i Giardini Pubblici di Alessandria e un appello di Claudio Zarri [Un tuffo nel passato]

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Cgil
“Sbloccacantieri”
Alegas

di Tony Frisina

 

 

 

Un treno in perfetto orario1 … ha causato il ritardo di una settimana del servizio che propongo oggi su alcuni dei monumenti ospitati fra le aiuole dei nostri Giardini Pubblici.

Ora spiego, facendo un passo indietro, il nesso fra i due miei scritti, sull’arrivo di un treno a vapore presso la Stazione Ferroviaria della puntata di domenica scorsa e questo lavoro in merito ad alcuni dei monumenti presenti nei giardini pubblici della nostra città.

Certamente i due diversi temi appena accennati sono accumunati dai rispettivi luoghi di pertinenza, entrambi molto vicini tra loro: i Giardini Pubblici e la Stazione Ferroviaria, separati soltanto dalle due carreggiate di un’importante strada.

Su Il Piccolo di Venerdì 2 Marzo avevo letto la giusta segnalazione del professor Claudio Zarri riguardante “Le pessime condizioni” dei busti dedicati a Luigi Testore, ad Emilio Faà di Bruno e a Felice Cavallotti.2

Pur condividendo totalmente il contenuto della lettera di denuncia e sfogo dell’amico storico sui citati monumenti alessandrini, ecco per quale motivo nasceva la decisione di posticipare l’argomento sulle condizioni di degrado in cui versano i busti per parlare dell’arrivo della locomotiva a vapore. Un treno, come già si sa, non può tardare!… Non potrebbe arrivare in ritardo, specialmente se d’epoca come di certo è il bellissimo convoglio giunto da Milano ed ampiamente illustrato da moltissimi scatti fotografici e da numerosi servizi giornalistici. I treni, un tempo, non arrivavano in ritardo quindi perché oggi farne tardare uno d’epoca?

Cartolina dal sapore Liberty dei tre busti presso i Giardini Pubblici, spedita nel 1903 ma presumibilmente di qualche anno più antica.

Tornando quindi ai monumenti menzionati dal professor Zarri, a cui avevo dedicato spazio un po’ di tempo fa proprio all’interno della mia rubrica settimanale e che pertanto non mi dilungherò sulla loro storia, preferendo invece spendere qualche parola sul loro stato di conservazione.

Tanto per cominciare dico che sembra alquanto strano che l’amico Zarri – noto studioso ed autore della preziosa guida storico-artistica Alessandria da scoprire, pubblicata nel 1986 dall’Editore Ugo Boccassi – si preoccupi, oltre che dei tre busti già menzionati e del Monumento ad Andrea Vochieri, “anche” della recinzione del basamento della non più esistente statua dedicata a Giuseppe Franzini.

Per noi alessandrini, visceralmente appassionati di tutto ciò che appartiene alla Città, assume valore di notevole importanza anche la recinzione che protegge… una statua che non c’è più. Concordo pienamente quindi con l’Illustre amico nel sostenere la causa dei nostri beni cittadini.

Per dovere di cronaca informo che la recinzione di cui sopra, era stata presa in esame già alcuni anni fa anche dall’amico Gianni Senetta3 che, con l’ausilio di un suo filmato pubblicato sul social Facebook, aveva ampiamente descritto lo stato di abbandono di tale manufatto e la lacuna ora descritta da Zarri.

Naturalmente nemmeno un cane, da allora, si è mosso per prendere in esame la segnalazione dell’amico Gianni e tutto è finito lì, come le migliaia di cose in abbandono – anche più importanti – che riguardano l’architettura, l’urbanistica ed in generale il decoro di questa città. So che Senetta ha la testa dura (forse quanto la mia, essendo io di origine calabrese) e che, comunque vada, non si arrenderà mai. Lui continua imperterrito la sua opera di indagatore delle tante nefandezze e trascuratezze cittadine ed in maniera bonaria le porta quotidianamente all’opinione pubblica.

Inoltre, in merito alle opere sopra accennate, vorrei aggiungere qualche piccola noterella relativa al monumento ad Andrea Vochieri4, opera dello scultore Angelo Bruneri di Torino, dapprima eretto nel Cimitero Municipale di questa città nel 1855 e che, dopo varie peregrinazioni e traslochi5 urbani, ha finalmente trovato pace dove lo si vede attualmente.

Ricordo che da bambino, quando andavo a gironzolare e a curiosare per i Giardini Pubblici, questa statua era appena oltre il perimetro di una esedra circolare, come il professor Zarri accenna nella sua lettera. Questa zona di rispetto era completamente inghiaiata e ben mantenuta dai giardinieri comunali.

Percorrendo a piedi il viale verso la Stazione Ferroviaria e osservando verso destra si scorgeva la statua all’eroe alessandrino appena oltre l’ampio semicerchio che la precedeva; questa esedra era come un abbraccio al visitatore e nello stesso tempo era invito ad una più attenta visita al monumento.

Col tempo la ghiaia ha subìto l’aggressione delle erbacce e la cosa più logica che il Municipio ha pensato di fare… è stata quella di lasciare crescere l’erba salvo – qualche volta – ricordarsi di tosarla.

Per concludere, invito i miei lettori a voler prendere coscienza di questi nostri monumenti e auspico che chi di dovere effettui un sopralluogo al fine di decidere qualcosa di concreto in merito. Sono consapevole che queste mie parole non cadranno nel disinteresse e sono più che certo, quindi, che prestissimo se ne potranno vedere gli sviluppi in maniera concreta.

 

1 https://mag.corriereal.info/wordpress/2018/03/11/la-stazione-ferroviaria-alessandria-la-locomotiva-vapore-un-tuffo-nel-passato/

2 https://mag.corriereal.info/wordpress/2014/11/09/il-busto-a-felice-cavallotti-un-tuffo-nel-passato/

3 https://www.facebook.com/gianni.senetta/videos/792065154165511/?q=senetta%20franzini

4 https://mag.corriereal.info/wordpress/2014/10/19/monumento-ad-andrea-vochieri-un-tuffo-nel-passato-2/

5 https://mag.corriereal.info/wordpress/2015/11/08/lantico-laghetto-dei-giardini-pubblici-un-tuffo-nel-passato/

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