Obiettivo ‘Space’ sulla Guala Closures. Nuova ipotesi di vendita? [Centosessantacaratteri]

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10 a Enrico Sozzetti, zero agli anonimi del web! [Le pagelle di GZL] CorriereAldi Enrico Sozzetti

La Guala Closures sarebbe nel mirino della Space 4, sbarcata in Borsa a dicembre nel segmento Miv, dedicato ai veicoli d’investimento. Space 4 è una Spac (Special Purpose Acquisition Company) di diritto italiano promossa dalla società di investimento Space Holding – ha raccolto più di 500 milioni da 160 investitori – che ha già costituito e quotato altre tre Spac sul mercato azionario. La società ha l’obiettivo di individuare un’azienda che sia un esempio di eccellenza dell’industria italiana e che sia interessata ad aprire il capitale a investitori istituzionali attraverso la quotazione delle azioni in Borsa. Space 4 starebbe trattando con tre o quattro aziende fra cui anche la Guala Closures. Il gruppo dalle radici alessandrine, oggi la sede legale è in Lussemburgo, ha congelato la vendita in quanto le offerte arrivate sono risultate al di sotto del valore stimato di 1,2 – 1,3 miliardi di euro (debito compreso). Ma è proprio questa la cifra che potrebbe rientrare nei parametri individuati dal management della Spac. Il valore aziendale superiore al miliardo di euro consentirebbe l’impiego dell’intero capitale raccolto in un’unica operazione, si poteva leggere su un lancio d’agenzia di alcune settimane fa.

La corsa alla Guala Closures ha visto restare a bocca asciutta gli unici due contendenti rimasti: il fondo francese Astorg e la cordata fra Edizione Srl e la banca d’affari Goldman Sachs. Entrambi hanno evidentemente presentato, agli advisor Credit Suisse e Barclays, offerte, valutate inferiori alla soglia minima prevista dal gruppo industriale. L’attuale assetto della Closures fa capo alla Gcl Holdings che deriva dal delisting del 2008 dalla Borsa italiana.

Intanto Guala Closures Group prosegue l’attività sui mercati internazionali. È recente la partecipazione a ‘Propak East Africa’, fiera di imballaggi e trasformazione della plastica, che si è svolta a Nairobi, in Kenya, dove attraverso i team di Guala Closures India e Guala Closures South Africa è stato organizzato un focus sui prodotti anti contraffazione, dotati di sistemi anti – riempimento o anti – manomissione (tamper evident). Tra i prodotti presentati, ha suscitato particolare interesse la chiusura ‘Nip Cap’. Una soluzione definita “semplice, economica e sicura” che grazie al sistema anti manomissione brevettato “permette al consumatore di interagire con la bottiglia rimuovendo una banda a strappo durante la prima apertura”. La contraffazione è un problema diffuso a livello globale, ma rimane soprattutto in Africa una questione di massima importanza. “Si stima che oltre la metà dell’alcool consumato ogni anno nell’Africa sub-sahariana sia contraffatto” si legge su una nota del Gruppo Guala che cita come fonte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

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