Merlini, primario ‘alessandrino’ al Regina Margherita: “Fondamentale la sanità di territorio”. Intervento ‘straordinario’ su bambina di due anni e mezzo

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Merlini, primario 'alessandrino' al Regina Margherita: "Fondamentale la sanità di territorio". Intervento 'straordinario' su bambina di due anni e mezzo CorriereAl 2Una bambina di soli due anni e mezzo è tornata ad avere una vita normale grazie ad un intervento senza precedenti effettuato lo scorso gennaio all’Urologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (Città della Salute). Protagonista dell’operazione è stato il primario della struttura, professor Emilio Merlini, che da molti anni vive ad Alessandria (ha lavorato all’Infantile Cesare Arrigo dal 1978 al 2001, per poi diventare primario a Novara e, dal 2008, a Torino).

“Abbiamo sostituito – spiega il professor Merlini – l’uretere di sinistra con l’appendice ad una piccola bimba nata con un rene solo, e malfunzionante a causa di da una grave e rara anomalia congenita. Ora l’urina passa regolarmente dal rene alla vescica, attraverso l’appendice”. Detto così sembra semplice, ma si è trattato appunto di un intervento di assoluta avanguardia: “Quando mi hanno sottoposto il caso, mi sono subito reso conto che era complicato: un’operazione simile era già stata effettuata per la sostituzione dell’urerete di destra, che è il lato dell’appendice, ma mai per quella di sinistra:  è certamente più complicato. Comunque è andata bene, e siamo molto soddisfatti: l’operazione è stata effettuata a gennaio, ma abbiamo preferito verificare la situazione per qualche tempo prima di parlarne”.

La piccola paziente ora sta bene, ed è tornata ad una vita normale: “Ovviamente con Merlini, primario 'alessandrino' al Regina Margherita: "Fondamentale la sanità di territorio". Intervento 'straordinario' su bambina di due anni e mezzo CorriereAl 1periodici controlli da noi: ma superata una prima infezione piuttosto seria, ora il quadro clinico è buono, e tutto lascia pensare che la bambina potrà tornare ad una vita assolutamente normale”.

Che decisamente non è poco: quando è arrivata al Regina Margherita la piccola sopravviveva grazie ad un tubicino che portava direttamente l’urina all’esterno del corpo, con il costante rischio di un’insufficienza renale acuta.

Del resto per il professor Merlini i casi di vera emergenza sono l’ordinaria amministrazione, o quasi: “il fronte dell’oncologia pediatrica, in particolare, ha fatto passi da gigante, e oggi riusciamo ad intervenire su casi un tempo impensabili. Purtroppo, anche se non ho dati precisi sottomano e preferisco non sbilanciarmi coi numeri, non posso che confermare che qui al Regina Margherita lavoriamo costantemente a pieno ritmo, ovviamente dando priorità alle emergenze, e a casi più urgenti”. La stuttura è, dal punto di vista pediatrico, il vero ‘hub’ di riferimento di tutto il Piemonte, e trova negli ospedali Infantili di Alessandria e Novara le sue efficaci ‘sentinelle’ sul territorio.

Ospedale Cesare Arrigo“Ho lavorato a lungo sia ad Alessandria che a Novara – sottolinea il professor Merlini – e credo molto nella sanità ‘a rete’: il presidio dei territori è fondamentale, ed è ovvio che gli alessandrini (o i novaresi) abbiano l’esigenza di una sanità di qualità, per i loro bambini, nella loro provincia prima che altrove. Le diverse strutture sanitarie pediatriche piemontesi devono essere sempre più sinergiche tra loro: e i piemontesi consapevoli di poter contare complessivamente su un’offerta di sanità completa e all’avanguardia”.

Il pensiero finale del professor Merlini è per Alessandria: “sono ligure, e mi Merlini, primario 'alessandrino' al Regina Margherita: "Fondamentale la sanità di territorio". Intervento 'straordinario' su bambina di due anni e mezzo CorriereAl 3sono laureato in Medicina a Genova: quando arrivai al Cesare Arrigo, nel 1978, pensavo fosse solo una tappa di transizione: invece mi fermai 23 anni. Perchè mi trovai subito benissimo (c’era un team di qualità, che mi diede subito grande fiducia), e anche perchè ad Alessandria mi sono sposato e ho messo su famiglia: tanto che ho vissuto sempre qui, anche durante i miei anni da primario a Novara, e ora a Torino”.

 

E. G.


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