Beghin (M5S): “Nel 2017 restituiremo Alessandria agli alessandrini: e chiediamo che si voti anche per le politiche”

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Beghin 2“Il Movimento 5 Stelle, come da suo statuto fondativo, è nato con una mission precisa: riportare le istituzioni democratiche nelle mani dei cittadini, a cui nel corso dei decenni sono state sottratte. A quel punto potremo anche scioglierci: ma non mi chieda quanto ci vorrà: le resistenze, mi pare evidente anche in questi giorni, sono molte”.

Tiziana Beghin, genovese ormai ‘naturalizzata’ alessandrina, ha approfittato come tutti delle feste natalizie per tornare anche al privato (“ho tre figlie che crescono, e una serie di impegni che si possono immaginare”, sorride), ma anche per preparare un 2017 che, visto da Strasburgo o Bruxelles come da Roma si preannuncia davvero ‘da montagne russe’, non solo per il Movimento 5 Stelle ma per l’Italia. Senza scordare appunto Alessandria: “anche qui il movimento sta lavorando benissimo, seguo con attenzione anche se non sono io ad occuparmene: non solo entro fine gennaio dovrebbe essere ufficializzato il candidato sindaco (tutte le piste continuano a portare all’architetto Michelangelo Serra, ndr), ma soprattutto un programma condiviso con i cittadini, e squadra in grado di prendere in mano la città, dopo esperienze altamente insoddisfacenti sia del centro destra, sia del centro sinistra”.

Sarà un nuovo tzunami dunque, simile a quello con cui, nel 1993, una allora nascente Lega Nord, elemento ‘dissonante’ e antisistema, metteva ko tutti i partiti della prima repubblica? Lo si vedrà: intanto con Tiziana Beghin proviamo a ragionare sullo scenario, a partire dalla situazione internazionale, e dalla ‘tenuta’ del ‘sistema Italia’.

 
On. Beghin, partiamo dall’Unione Europea: com’è l’Italia, vista da Bruxelles ParlamentoStrasburgo e Bruxelles?
Certamente l’establishment ha fortemente ‘tifato’ per la vittoria del sì al referendum, e come nel caso della Brexit è rimasto ‘spiazzato’: peraltro al Parlamento Europeo da due e mezzo vedono all’opera il gruppo parlamentare a 5 Stelle, e sfido chiunque a trovare fonti autorevoli che ne parlino male: ci siamo fatti apprezzare per serietà e competenza, e questo credo li tranquillizzi. Però al tempo stesso continuano ad essere preoccupati, in primis quando vedono continui colpi di magia, come gli ultimi venti miliardi di euro stanziati dal governo Gentiloni per salvare il sistema bancario. Credo che pochi abbiano capito dove intendono prenderli.

Siamo affezionati all’immagine pugilistica di un’Italia sempre alle corde, ma mai al tappeto. Sarà così anche stavolta?
Nessuno di noi si augura il contrario, ma credo che si debba fare i conti prima di tutto con la grande instabilità internazionale: fra attentati e alleanze mondiali in via di ridefinizione, sia sul fronte politico che economico, le sorti del nostro paese sono per forza di cose legate a scenari più ampi.

beghin-2Noi cosa possiamo e dobbiamo fare?
Liberarci di una classe politica indecente, incompetente, e spesso anche con problemi di onestà e legalità. Credo che questo la gran parte degli italiani lo abbia compreso, e dimostrato con il voto al recente referendum. Anche se naturalmente non si può ignorare che questo sistema alcune categorie sociali le tutela più di altre, per cui in qualche modo ne viene anche sostenuto.

Dipendenti pubblici e pensionati come ‘linea Maginot’ dell’ancien régime, insomma…
(sorride, ndr) Un po’ è così, basta guardare le analisi dei flussi elettorali e certe dinamiche emergono chiaramente. Ma non credo che basterà difendere l’esistente, anche perchè non si capisce come si possa fare. E poi di fronte a ‘storture’, incapacità e illegalità sempre più diffuse,  la voglia di diventare finalmente un paese normale, in cui sono i cittadini a decidere, e non le caste, è per fortuna sempre più forte.

Voi siete tra i sostenitori del voto politico subito, in primavera?
Assolutamente sì, non capiamo come potrebbe essere altrimenti, con un parlamento e un governo completamente sfiduciati dal popolo, che ha bocciato senza appello certe riforme senza capo ne coda. Noi siamo per votare subito, con le modifiche alla legge elettorale che la Consulta eventualmente indicherà a gennaio, applicate sia alla Camera che al Senato. Ma non sono per niente sicura che andrà a finire così….

Quante probabilità ci sono che per le politiche si voti nel 2017, e quante Urna votonel 2018?
Ad oggi direi 50 e 50, ma è chiaramente un’opinione personale: mi pare evidente che esiste tra Pd e Berlusconi una comune necessità di sopravvivenza, che li sta portando verso un patto del Nazareno bis. Non so quale legge elettorale abbiano in testa: credo una qualsiasi, che consenta innanzitutto di guadagnare tempo, sperando nel frattempo di ‘allentare la tensione’ degli italiani, con alcuni provvedimenti ‘tampone’ affidati al governo Gentiloni. Ma non potranno rinviarle all’infinito, e mi pare che, se come sembra gli italiani torneranno ad aver voglia di partecipare e decidere tutti insieme, per la partitocrazia il destino sia segnato.

Raggi 2Il sistema dei media mette però in prima pagina Roma e il sindaco Raggi un giorno sì e l’altro pure, e mai in positivo….
Che facciano pure: mi sembra ormai evidente che la propaganda del regime funziona al contrario, perché la maggioranza degli italiani ha chiarissimo come funziona il meccanismo. A Roma Virginia Raggi e la sua squadra hanno ereditato una situazione disperata, e un ‘sistema comune’ tutto costruito, dal primo all’ultimo dei funzionari, sulla base di selezioni clientelari dei diversi partiti. Anche questo agli italiani non bisogna mica spiegarglielo: lo sanno benissimo come ha sempre funzionato. E del resto questo non significa che siano tutte persone incompetenti: così come è evidente che per legge non puoi fare tabula rasa.

Si fa fuoco con la legna che c’è insomma, a rischio di bruciarsi…
Ma come si fa a ritenere responsabile Virginia di un (presunto, e da dimostrare) reato compiuto da un dirigente comunale nel 2013, e metterla sullo stesso piano del sindaco di Milano Sala, diretto protagonista della malagestione di Expo 2015? Anche questo però gli italiani lo capiscono benissimo.

Buttiamo uno sguardo a casa nostra, onorevole Beghin: c’è chi sostiene Comune Alessandria 4che ad Alessandria lo ‘spirito’ grillino non troverà terreno fertile. Città di anziani, e di parastatali: e poi ci conosciamo tutti, è arduo proporre rivoluzioni in un contesto così…
Ogni realtà ha le sue specificità, nessuno lo ignora. Ma proprio perché gli alessandrini si conoscono tra loro da generazioni sanno perfettamente come hanno sempre funzionato certi meccanismi, e che da tempo ormai si sono inceppati, irrimediabilmente. O si gira pagina davvero, e velocemente, o non vedo davvero quale prospettiva possa esserci, soprattutto per i più giovani. Considerati i pessimi risultati, dimostrati dai fatti, di centro destra e centro sinistra, non vedo perché non provare a dare fiducia a chi pessima prova di sé non ha mai dato.

Insomma, siete pronti a governare Palazzo Rosso, e anche a insediarvi a Palazzo Chigi…
Abbiamo gruppi di lavoro in Europa, a Roma e nelle regioni, che stanno lavorando sui programmi ai diversi livelli, con interazione costante. Governiamo ormai un numero significativo di amministrazioni, grandi e medie: sì, direi che siamo pronti anche a restituire Alessandria agli alessandrini.

Ettore Grassano


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