Alessandria, Far West? E attenti alla diga del Moncenisio [Le pagelle di GZL]

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Polizia Volantedi Graziella Zaccone Languzzi

 

1) Nelle nostre città e paesi ormai, con buona pace di chi difende gli ingressi di massa incontrollata, siamo il Far West. Anche Alessandria, nonostante non lo si voglia ammettere, è in balia di delinquenti che non si fanno scrupoli a commettere reati di ogni tipo. Si percepisce che la nostra comunità è esasperata, e in città vige un diffuso senso di paura e di insicurezza. Ma solo noi cittadini viviamo queste sensazioni, chi di dovere pensa che esageriamo quindi rassegniamoci con questo motto: “qui da noi va tutto ben madama la marchesa”. Il giorno di Pasqua la decana dei giornalistiCamagna-4 alessandrini Emma Camagna ha vissuto una terribile esperienza ed è stata fortunata, perché i due personaggi che l’hanno aggredita e derubata non hanno infierito su di lei, come succede in molti casi di cronaca. La Signora Camagna potrebbe essere ognuna di noi, e per ogni età. Quante sono le persone che vengono minacciate e derubate fuori casa e che non fanno denuncia, tanto sanno che non serve a nulla? A Linea Diretta di Telecity 7Gold, quando Ketti Poceddu ne ha parlato, alcune signore hanno telefonato raccontando di essere state aggredite e derubate ma hanno taciuto, quindi qui in Alessandria “non va tutto ben madama la marchesa”. Ma andiamo avanti: sabato prima di Pasqua, un ragazzo di 19 anni davanti alla stazione è stato circondato e minacciato di morte ed è stato costretto a consegnare gli abiti che indossava, il borsello e persino le scarpe a quattro “ospiti” vaganti in città che lo hanno colpito alla testa e al collo con schiaffi e pugni. Per fortuna li hanno subito presi, ma sono convinta che risentiremo parlare di loro. Il ragazzo poteva essere uno dei nostri figli, fratelli, nipoti ma fino a che le nostre istituzioni lasciano queste “bestie” girare impunemente nei nostri giardini, parcheggi e città come possiamo stare tranquilli? Siamo in grado di fare “pulizia” o vi sono interessi di convenienza a tenere la città sotto scacco?
Voto: 2

 
Diga Moncenisio2) Ci sono informazioni di sicurezza e Protezione Civile che dovrebbero riguardarci ma non ci vengono date forse per non creare allarmismo. M è un nostro diritto conoscere cosa ci pende sul capo. Informazione ricevuta grazie all’unico giornale cartaceo, “Il Monferrato”, che ha trattato con particolari una notizia direi allarmante e sconosciuta a tutti. E grazie al Sindaco di Frassineto Po, il senatore Angelo Muzio, che già nel 2013 denunciava tale probabilità a cui aggiungo il C.AL.CA. (comitato alluvionati del casalese), costituito da semplici cittadini che monitorano da tempo tale situazione: per il resto silenzio assoluto. La notizia: il 15 marzo 2016, in Prefettura ad Alessandria è stato illustrato lo Stato di Avanzamento del Piano di Emergenza a livello regionale per definire i Piani di Protezione Civile comunali. Motivo? La diga del Moncenisio, posta su due versanti uno italiano e uno francese, pone due timori: il primo è la rottura, anche se ipotesi remota, di tale invaso che scaricherebbe una massa d’acqua tale da provocare un’ondata di piena devastante per il nostro territorio. Il secondo timore più probabile è che a causa di piogge abbondanti, aprendo lo scarico di fondo, potrebbe esserci un’ondata di piena che allagherenne i comuni interessati dal Po fino alla confluenza col Tanaro. Questa situazione è monitorata da tempo dal versante francese con un “Piano di emergenza per il collasso della diga francese del Moncenisio (Lanslebourg- FR)”. Su tale emergenza opera una commissione tecnica intergovernativa di sorveglianza, istituendo un apposito gruppo di lavoro che è coordinato dalla Regione Piemonte e diversi soggetti tra cui anche il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Prefetture e Province piemontesi e circa 60 amministrazioni comunali che potrebbero essere interessate. I nostri Comuni sono preparati con Piani di Protezione Civile? I cittadini sanno in tempo che fare per salvare la pelle?
Voto: 3

 

 
No Trivelle3) Sul Referendum trivelle. Il prossimo 17 aprile saremo chiamati al voto per il 67esimo referendum abrogativo nella storia repubblicana. Sono nove i consigli regionali che lo richiedono: Sardegna, Veneto, Liguria, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise e Puglia. Lo scopo è l’abrogazione della norma che concede di protrarre le concessioni per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia nautiche della costa italiana, fino all’esaurimento dei giacimenti. Come voterò ci sto ancora studiando, ma di certo andrò a votare perché ho il sospetto che questo referendum sulle trivellazioni del 17 aprile sia progettato per fallire. Solo un mese fa se ne parlava poco, e seguivo quel poco ripromettendomi da stilare una pagella nel dopo Pasqua. Il voto di sufficienza va allo strumento del Referendum grazie al quale ogni tanto ci viene permesso di partecipare, ma poi i risultati vengono disattesi quindi ci vorrebbe un bel 2. Intanto vi è un enorme spreco di denaro pubblico perchè il costo sarà di 300 milioni di euro, e con ogni probabilità con poca informazione e la disaffezione ormai per la politica da parte dei cittadini si finirà per non raggiungere il quorum. Quindi vinceranno le lobby e quella politica a cui questo referendum sta indigesto.
Per chi vorrà approfondire i particolari: “Referendum trivelle, scoppia il caso nel Pd”. Che si voti SI o che si voti NO forse per una volta è meglio votare, far sentire che ci siamo e che numericamente siamo più di “lor signori”, far capire che tirare troppo la corda in ogni settore che ci riguarda non conviene: se si spezza potrebbero “cavoli amari” per loro.
Voto: 5


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