Paola Rivaro: “In Antartide per studiare l’evoluzione del sistema climatico”. La scienziata novese è alla sua settima missione

Rivaro PaolaPaola Rivaro torna tra i ghiacci dell’Antartide. La scienziata novese, professore associato presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova che i lettori di CorriereAl hanno già avuto modo di conoscere e apprezzare, sta per ripartire, e ci spiega in quale contesto, e con quali obiettivi: “Il 28 ottobre 2015, con la riapertura della base italiana Mario Zucchelli a Baia Terranova, ha preso ufficialmente il via la XXXI Spedizione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziata dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) e coordinata per gli aspetti scientifici dal CNR e per quelli logistici dall’ENEA. La campagna, che terminerà il 20 febbraio 2016, si sviluppa durante l’estate antartica, caratterizzata da condizioni ambientali complesse, con temperature medie che possono variare tra 0°C e -35°C lungo la costa, per arrivare fino a -45°C nell’interno. Il sole splende 24 ore al giorno per tutto il periodo e anche questo richiede un adattamento particolare”.

La XXXI Spedizione vede impegnate oltre 200 persone, tra tecnici eStazione Mario Zucchelli ricercatori italiani e stranieri in attività presso la base Mario Zucchelli, la base italo francese Dome C, situata a 3250 metri sul plateau antartico e sulla nave oceanografica M/N Italica, che effettuerà una campagna oceanografica nel mare di Ross. Le tematiche di ricerca variano dalle scienze della Terra alla glaciologia, alle scienze dell’atmosfera e dello spazio, alla contaminazione ambientale fino allo studio della biodiversità, evoluzione e adattamento degli organismi antartici e agli effetti del cambiamento climatico. I nuovi dati arricchiranno quindi le serie storiche già in possesso sui vari temi, permettendo anche studi di sensitività climatica e previsione o porteranno a nuove inaspettate scoperte.

 

Antartide 3Paola Rivaro, alla sua settima spedizione in Antartide, prenderà parte alla campagna oceanografica a bordo della M/N Italica dal 13 gennaio al 20 febbraio: “coordinerò le attività del Progetto RoME (Ross sea Mesoscale Experiment). L’obiettivo di RoME è comprendere in che modo la circolazione delle acque superficiali e le attività biologiche influenzino gli scambi di CO2 tra l’atmosfera e il Mare di Ross. Come in generale gli oceani polari, il Mare di Ross svolge un ruolo chiave nel sistema climatico terrestre e nella regolazione della CO2 atmosferica, al punto che si definisce “pozzo di CO2”. Purtroppo, queste aree in grado di arginare l’aumento dell’effetto serra, risentono del riscaldamento globale più di altre zone e la loro azione pozzo si potrebbe indebolire. E’ importante quindi valutarne lo stato attuale rispetto al passato per poter fare proiezioni future attendibili”.

Il progetto si avvale delle competenze dei ricercatori in diversi settori (oceanografia fisica, chimica, ecologia, telerilevamento) di vari Enti di ricerca (oltre all’Università di Genova, Università Parthenope e Federico II, Napoli, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli, ENEA, CNR Ismar) e delle immagini satellitari fornite dal NASA’s Earth Observing System.
RoME non sarà l’unico progetto della campagna oceanografica, ma divideranno con lui laboratori e tempo nave anche altri progetti rivolti allo studio dei sedimenti, delle acque profonde e della formazione del ghiaccio marino. Obiettivi diversi con una passione comune, la ricerca e la conoscenza.

Fino al 20 febbraio cercheremo di mantenere con la professoressa Rivaro un ‘filo diretto’ costante, e vi racconteremo gli sviluppi e i risultati della missione.

E. G.