Miraglia: “No alla svendita di ATM, ai disservizi e ai licenziamenti. Il sindaco di Alessandria si assuma le sue responsabilità”

Condividi

Miraglia Cesare nuova“Il sindaco di Alessandria si assuma le proprie responsabilità e organizzi il “salvataggio” di ATM”. Tocca a Cesare Miraglia, leader provinciale dei Moderati e consigliere comunale ad Alessandria, “suonare la sveglia” al sindaco Rossa, e ricordargli che occorre mettere in campo, immediatamente, una strategia e un percorso che portino “alla salvezza e valorizzazione dell’azienda pubblica del trasporto pubblico su gomma, e non alla sua svendita”.

Dopo che ogni decisione ufficiale sulle sorti di ATM è stata nuovamente rinviata alla prossima assemblea dei soci (presumibilmente il 24 novembre), e che i due amministratori dell’azienda Cermelli e Bressan (certamente ‘vicini’ al partito di Miraglia) hanno annunciato la loro intenzione di dimettersi, il leader dei Moderati scende in campo, e lo fa con parole chiare: “La decisione del Comune di Alessandria di non ricapitalizzare ATM ha determinato la definitiva mancanza di liquidità economica necessaria a far fronte alle obbligazioni sociali e, ha costretto, in ultima istanza, gli amministratori di ATM a rassegnare le proprie dimissioni. In relazione a ciò, i Moderati esprimono nuovamente la loro ferma ed integerrima contrarietà alla condivisione delle scelte e delle decisioni assunte dall’amministrazione comunale di Alessandria, a cui si addebita un comportamento volto a “svendere” ATM (che potrà essere riacquistata per “quattro soldi” in corso di procedura giudiziaria) con la conseguente perdita di posti di lavoro (perché la procedura non garantisce ai lavoratori il mantenimento del posto di lavoro) e la creazione di gravi disservizi a carico della cittadinanza.
I Moderati condannano severamente la scelta della Giunta di adottare una politica aziendale le cui conseguenze sono il fallimento di un’azienda che eroga servizi essenziali ai cittadini a causa della irresponsabile incompetenza dei dirigenti comunali preposti. Se ATM versa nella situazione di insolvenza più volte prospettata dal presidente Cermelli e dal suo vice Bressan, la responsabilità di siffatto dissesto è da ascrivere esclusivamente al Comune di Alessandria, che in qualità di socio di maggioranza non è intervenuto fattivamente predisponendo un serio ed efficace piano di ristrutturazione aziendale, ma si è limitato ad un pretestuoso quanto insensato taglio dei trasferimenti, danneggiando la popolazione e lasciando senza lavoro gli addetti assunti presso ATM s.r.l.”.

Una presa di posizione nettissima, quella di Miraglia. Che sottolinea, in particolare,Atm autobus come qualsiasi alternativa alla ricapitalizzazione passi attraverso il tribunale, e necessariamente (fallimento o concordato preventivo che sia) a drastiche conseguenze per il personale dell’azienda, in termini di licenziamenti. A cui ci permettiamo di aggiungere una domanda finale: poichè il percorso non sarà comunque breve, ci sono ad oggi le risorse per pagare gli stipendi dei dipendenti dei prossimi mesi? Il comune di Alessandria e la Regione Piemonte (entrambi debitori di ATM peraltro, per cifre non trascurabili) garantiranno le necessarie coperture, o ci si deve attendere un Natale di passione e sofferenza? Aggiungiamoci naturalmente che gli alessandrini sono legittimamente preoccupati di veder ulteriormente indebolito un servizio pubblico la cui qualità, soprattutto nelle periferie, lascia già ampiamente a desiderare.


Condividi