La stagione 2015-2016 dell’Associazione Culturale ‘Il Triangolo Nero‘ ha inizio con una mostra di eccezionale qualità e tensione dedicata alla pittura di Vincenzo Satta.
Nella lunga storia espositiva del Triangolo questa è ormai la terza occasione che abbiamo di vedere il lavoro dell’artista, sardo di origine ma bolognese di adozione, da noi particolarmente amato e ammirato.
Sette oli su tela e otto disegni, questi da leggersi anche come gesti ideativi e di architettura per l’opera dipinta, accuratamente scelti, costituiscono il progetto-mostra che apparirà ai nostri occhi come un unicum di segno-luce-colore. Sono appunto queste le caratteristiche portanti della mai esausta ricerca sattiana che, soprattutto dagli anni ’70, prende il volo per perseguire, nell’ambito di una indagine-analisi sulla geometria prima e sul segno poi, l’obiettivo, ai limiti del possibile, di fermare sulla tela una luce mentale che ha come mai dimenticati punti di riferimento, nella storia dell’arte, l’opera di Giovanni Bellini e Piero della Francesca su tutti.
La pittura di Satta possiede e rimanda la sensualità di una percezione, apparentemente fredda, della luce, ma che si connota per la prerogativa di avvolgerci in una limpida e incandescente pienezza espressiva che sembra superare le più impervie possibilità della retina. Il segno-luce, l’elemento che più emerge dal sottile e rigoroso ‘fare’ di Vincenzo
Satta, è prima di tutto un esercizio intellettuale e critico dell’invenzione segnica, intesa come gesto scrittura,musica, energia, che agisce con il colore, inteso specificamente come coniugazione delle infinite e sfaccettanti possibilità del bianco, per formare partiture di pura luce che ci catturano nel più assoluto e assorbente silenzio.
La mostra si inaugurerà sabato 10 ottobre alle ore 18.00 e rimarrà aperta sino al 14 novembre con orario: solo il giovedì dalle 17.30 alle 19.30.
Altri giorni per appuntamento (tel. 3495879417).
email: triangolo.nero@libero.it


