La Cittadella: ultimo atto

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Cittadella nuovadi Gianni Gatti

 

E’ già stato scritto molto sulla nostra Cittadella, in senso storico e come luogo dell’anima e dell’ambiente di cui ogni cittadino sensibile non può che essere affascinato. Però la realtà del presente, ampiamente documentata, è sotto gli occhi di tutti, il degrado “senza tutele crescenti” evidente. Persino il Meier, ponte contestatissimo, rischia con la sua imponenza di influire negativamente su questa fortezza antica.

Il demanio, dando gestione al comune se ne lava le mani e demanda, ma niente è cambiato nel tempo se non in peggio, tante parole, visite di massoni e lobby industriali, di deputati europei calati a curiosare, ma non muta la situazione. Questo è lo “stato dell’arte” in sintesi, ed è ora di passare ad avviare un percorso di fatti e interessi concreti, non di fantasie e voli pindarici. Quindi salto preamboli e faccio la mia onesta proposta nel merito del tema con una domanda a chiunque: abbiamo idee e capacità per dare una concretezza ad un progetto integrato di recupero e fruizione di questo importante monumento che è la Cittadella?

In epoche recenti relativamente (circa un anno fa) in un convegno di associazioniCittadella Montesanto ambientaliste e non, sono uscite indicazioni di intenti che riassumo ad uso comune per rendere attivo dentro alla Cittadella:

1) Museo dedicato alla guerra nelle sue concezioni di storia e utile conoscenza. Delle armi e delle divise, con proposte addirittura di gestione internazionale date dalle nazioni che di qui sono passate ed hanno lasciato il segno (francesi, tedeschi, austriaci, russi, ecc).

2) Centro di insegnamento della musica classica e della musica moderna (pop, rock, blues, ecc) con attività pubbliche di esibizione connesse. Ipotesi di trasferimento del conservatorio da Palazzo Cuttica ormai inadeguato e luogo di esecuzione concerti nella magnifica piazza centrale. Soprattutto creazione di un luogo dove con pochi mezzi (palco coperto e tecnologie audio) i giovani talenti possano esprimersi e interagire, farsi conoscere e creare.

3) Centro di ricerca e promozione scientifica con coinvolgimento dell’Università del Piemonte Orientale e rilancio organizzato con associazioni di categoria di nuove start –up innovative locali ed in generale piemontesi.

4) Attuazione di progetto esemplare di efficientamento degli immobili esistenti ed uso dell’energia termica ed elettrica prodotta con tecniche sostenibili e rinnovabili in modo integrato, autonomo e modulare (implementabile) per i locali scelti fra tutti per le varie attività (che a monte andranno individuati e stabiliti).

Questi mi paiono i punti principali su cui sviluppare creatività. La mia idea personale è che una sola cosa (tipo museo armi) non sia sufficiente a cambiare l’insieme della situazione di degrado generale e a permettere presenza di turismo e addetti tutto l’anno e non solo per pochi giorni. Servono più attività parallele per avere un minimo di certezza di riuscita anche economica che renda autosufficiente la gestione complessiva economicamente e culturalmente.

Cittadella internoCon quale percorso arriveremo a questo obbiettivo? Certo può essere un percorso a tappe:

a) Formiamo gruppi di studio specifici, autonomi e separati (inizialmente) con libertà di innovazione e decisione per ognuno dei quattro temi, anche se nulla vieta di cambiare o allungare la lista, pescando fra chi è interessato nelle associazioni di volontariato e ambientaliste, fra sindacati e artigianato tutte delle zone vicine ad Alessandria. Ciascuno potrà cercarsi competenze professionali come e dove crede. Subito dopo aver chiarito il modo specifico, l’idea complessiva va comunque integrata per sviluppare un progetto unitario articolato ma uniforme.

b) Fra i promotori deve nascere una proposta per gestione progetto e per conduzione tecnica e controllo. Quindi propongo una fondazione o un consorzio come forma giuridica (da analizzare convenienze) ad hoc con rappresentanti eletti e accettati in assemblee aperte a tutti quelli attivi.

c) Composizione unitaria dei singoli progetti e dettagliamento dei particolari di massima per arrivare con professionisti ad articolare qualcosa di serio e credibile per arrivare a fondi europei. La variante “moderna“ potrebbe essere una grande catena di “crowdfunding” da lanciare via web per sostenere questa idea presentandola. Su questa strada, persone famose, intellettuali riconosciuti, artisti, potrebbero essere utili al fine di autofinanziarsi.

d) Il consorzio o fondazione dovrà avere il benestare dell’amministrazione comunale di Alessandria, qualunque essa sia, per avere peso e sorveglianza entrando nell’operazione, ma la gestione complessiva sarà dell’ente così formato, con cariche a rotazione e per massimo due anni ognuno.

Serve interagire perché in caso di esito positivo la Cittadella avrà bisognoCittadella di trasporti, di marketing, di utilizzo di strumenti e strutture pubbliche, ecc. Il fine sarà di controllare a chi affidare lavori e quali criteri da applicare, oltre al controllo di stati avanzamento lavori e pagamenti. Penso all’affidamento dei lavori non a grandi appalti della “mega azienda” , ma a piccoli, medi appalti da sottoporre a ditte locali o al massimo a livello provinciale. Le banche dovranno avere un ruolo importante e la gestione trasparente perché se sappiamo bene a quanto sarebbero utili lavori rilevanti per rilanciare Alessandria in forte crisi, dobbiamo garantire trasparenza e legalità. Le professionalità sul posto ci sono… Usiamole! Questa è una idea complessiva difficile da attuare, ma non impossibile.

Lasciamo partiti e gruppi finanziari stiano fuori da quelle mura, che già hanno fatto danni non occupandosene. Il tempo di realizzazione a step, senza fretta, con cura e qualità e molto aiuto del volontariato, delle associazioni ci dice che unire gli sforzi è alla fine più un grande lavoro di organizzazione, serve unire gli sforzi per una buona causa comune. La politica lascia in degrado il luogo mentre attraverso i media batte la gran cassa dell’emergenza, come spesso ultimamente per fare da apripista indiretta a grandi gruppi che se ne appropriano per i propri interessi con poca fatica.

Noi cittadini non abbiamo da perdere nulla, dobbiamo solo abbandonare concetti ed ideologie come destra, sinistra, centro e vedere un bene comune da difendere, facendo un piccolo passo indietro ognuno.

Per discutere di tutto questo dovremmo trovarci a breve e, magari, una risposta a questa mia sollecitazione potrebbe essere utile per conoscerci e collaborare.


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