di Bruno Soro
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“Invece di interrogarci sulle virtù che il male alessandrino esclude, perché non interrogarci su quelle che consente? Oppure: perché non chiederci se il male alessandrino non consista nel lasciar cadere nell’ombra le proprie virtù?”
U. Eco, “Il ballo di San Baudolino”, in “Il miracolo di S. Baudolino”, C. Maccagno – Tipografo in Alessandria, gennaio 1989.
La cronaca, sia sulla stampa nazionale che su quella locale, ha dato conto nei dettagli delle manifestazioni tenutesi nella giornata di giovedì 6 novembre in occasione del ventennale della disastrosa alluvione del 1994. Impegni accademici non mi hanno consentito di ascoltare i numerosi interventi con i quali, nelle ore pomeridiane, le autorità amministrative, politiche e tecniche, hanno discusso ed illustrato le realizzazioni (sia le opere fatte che quelle mancate) che, nel corso di questi quattro lustri, hanno cercato di aumentare la sicurezza della città dalle esondazioni dei fiumi.
Minore attenzione ha ricevuto invece la manifestazione conclusiva, quella serale, con la quale la dott. Gianna Calcagno si è di fatto congedata dall’impegno suo e del Gruppo di Lavoro Alessandria Nord presentando il filmato “I giorni del fango”. Realizzato dal geologo Marco Pieri, assieme agli altri componenti del Gruppo di Lavoro, il filmato, distribuito in DVD gratuitamente (grazie alla collaborazione del Centro Servizi per il volontariato di Alessandria) è dedicato alla memoria del geologo Tiziano Rosi e del professor Roberto Nani, che in questi venti anni hanno contribuito in maniera significativa ad accrescere il livello di consapevolezza di quanti, nel quartiere Orti, ma non solo, vivono nelle aree a rischio di inondazione della città.
La presentazione del filmato è stata accompagnata (introdotta e conclusa) da una gradevole esibizione del violoncellista Stefano Beltrami del Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria.
Nel corso della serata, il folto pubblico presente ha in più di un’occasione sentito ringraziare,
per la ventennale collaborazione con il Gruppo di lavoro, l’Associazione di volontariato ORTI SICURO, Associazione che negli ultimi anni ha messo a disposizione della collettività uno strumento assai utile per conoscere in tempo reale, seguire e valutare, l’evoluzione e la pericolosità degli eventi meteorologici. Così, con riguardo agli ultimi due eventi alluvionali, quello del 12-13-14 ottobre e quello dei giorni scorsi, chiunque abbia avuto modo di accedere alle informazioni disponibili sul sito di Orti Sicuro, avrà notato che, almeno per quanto riguardava la nostra zona, l’allarmismo che correva sui mezzi di comunicazione era sopravvalutato. Quegli eventi, che pure hanno provocato danni immensi in Liguria e nella fascia appenninica dell’Oltregiogo genovese, non hanno avuto un grande impatto qui da noi. I fenomeni estremi che si sono verificati sul territorio alessandrino hanno avuto infatti un carattere intenso, ma molto localizzato: le esondazioni hanno riguardato i rii cosiddetti “minori” (ma non per questo meno pericolosi) e gli affluenti minori della Bormida (l’Orba con i suoi affluenti Olbicella, Amione e Albedosa), interessando solo marginalmente il bacino del Tanaro.
L’artefice del sito orti-sicuro.blogspot.it che ha visto la luce giovedì 25 ottobre 2012 è il dr. Adalberto Brignoli, laureato in Matematica e applicazioni presso il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università Amedeo Avogadro del Piemonte Orientale, che intendo qui ringraziare pubblicamente non solo a nome dell’Associazione della quale fa parte (nonostante lui ribadisca che è il “nostro” sito e non il “suo”), quanto piuttosto per conto di quei 21 mila 346 contatti che il sito ha fatto registrare dalla sua nascita. Ciò, come bene sanno i frequentatori della rete, non significa affatto che hanno visitato il sito altrettante persone, poiché nei momenti di tensione i contatti si moltiplicano in misura tanto maggiore quanto più chi si connette è in apprensione e/o desidera mantenersi informato. In ogni caso, in occasione della recente allerta meteo il contatore ha fatto registrare un incremento di oltre 4 mila accessi (e stando alle statistiche di Google 8 mila con riferimento all’ultimo mese), molti dei quali provenienti anche da zone molto al di fuori dal ristretto ambito di competenza territoriale dell’Associazione ORTI SICURO.
Quando si entra sul sito, l’occhio cade immediatamente sull’immagine (in alto a sinistra) che sintetizza lo stato di allertamento del momento: un cerchio verde con al centro il simbolo √, che sta ad indicare una “situazione ordinaria”. Ogniqualvolta l’ARPA Piemonte, in previsione di un evento atmosferico intenso e potenzialmente pericoloso dirama lo stato di “allerta”, il simbolo cambia colore in relazione al grado di pericolosità dell’evento atmosferico atteso, variando dalla situazione di “Attenzione”, a quella di “Attenzione crescente”, di “Preallarme”, di “Allarme” e di “Emergenza”: tutti termini il cui significato, unitamente all’indicazione delle norme da seguire in ciascuno stato, viene definito nell’apposita sezione della “Didascalia Stati”, alla quale si accede dalla barra in alto a destra (264 accessi). Nei riquadri bianchi a lato dell’immagine sullo stato di allertamento sono riportati i messaggi indirizzati principalmente ai Soci, messaggi che riguardano, oltre alle sintesi dei bollettini emessi da ARPA Piemonte in occasione di ogni evento alluvionale, le varie attività dell’Associazione.
Sotto il simbolo dello stato di allertamento compaiono tre immagini: la “Mappa delle precipitazioni” e due immagini satellitari. L’immagine in bianco e nero è tratta da Arpa Piemonte, mentre quella colorata proviene da Arpal Liguria. Entrambe danno conto della successione delle perturbazioni che transitano in Europa. Particolarmente utile, a mio avviso, è la “Mappa delle precipitazioni”, in quanto, essendo aggiornata dall’ARPA Piemonte ogni quindici minuti, fornisce una indicazione in tempo reale (con tre immagini in movimento), sull’intensità delle precipitazioni che cadranno nei successivi 15 minuti in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia Romagna e Lombardia (queste ultime riportate solo parzialmente).
Restando sulla Home page e facendo scorrere ulteriormente la barra verso il basso, è possibile poi accedere ad alcuni importanti collegamenti (Link utili) su altrettanti siti. Innanzitutto il link alle “Precipitazioni osservate nelle ultime ore”, molto utile per valutare le zone nelle quali le precipitazioni sono state più intense (e che pertanto influiranno sui rispettivi bacini idrografici). Poi quello al sito delle Previsioni meteo del Servizio Meteorologico dell’aeronautica Militare, senza ombra di dubbio la fonte più autorevole tra quelle che forniscono le previsioni del tempo. Più sotto il link al sito della Protezione civile della Provincia di Alessandria, che fornisce informazioni a livello provinciale. Più sotto ancora quello al sito di Arpa Piemonte, che ospita tra l’altro un video sulle previsioni meteo dei giorni successivi. Il link al sito di Meteo Liguria, quando funziona, consente di ottenere utilissime (soprattutto per i pendolari su Genova) informazioni sui livelli di vigilanza nelle provincie liguri, e di ricevere i bollettini di allertamento di questa Regione. Esso consente inoltre di accedere alle previsioni quantitative fornite dalle mappe BOLAM, un modello idrostatico elaborato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna, in grado di fornire previsioni sull’intensità delle precipitazioni relative alle successive 72 ore.
L’accesso al sito dell’AIPO, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po, fa conoscere l’istituzione che ha in cura la gestione di tutto il bacino idrografico dell’Italia settentrionale. Infine, gli ultimi due collegamenti rinviano, rispettivamente, alle “Norme di comportamento in caso di alluvione del Dipartimento della Protezione Civile” e allo Statuto di ORTI SICURO.
Preziosa, ai fini della valutazione sui rischi derivanti dalle esondazioni dei fiumi, è poi la pagina, forse la più visitata, nella quale sono riportati i livelli idrometrici dei corsi d’acqua dell’intero bacino del Tanaro (9.216 accessi). In essa sono disponibili le osservazioni in tempo reale sulla portata di tutti gli affluenti del Tanaro e della Bormida fino alla confluenza con il Po, mentre le due pagine sui “Lavori sul Tanaro” (1092 accessi) e sui “Lavori del ponte”(570 accessi) forniscono una carrellata, documentata anche con immagini, dei lavori per la ricalibratura delle nuove arginature eseguita dall’AIPO sulla base dei risultati degli studi fatti eseguire dall’Agenzia sulle portate dei fiumi, culminati con l’abbattimento del vecchio Ponte della Cittadella e la costruzione del nuovo Ponte Meier.
A scanso di equivoci, le informazioni alle quali si può accedere connettendosi al sito di Orti Sicuro rappresentano unicamente una sintesi delle informazioni pubbliche, ancorché accessibili a chiunque abbia la pazienza di andare a cercarsele. Il vantaggio di averle a portata di mano consente unicamente di accedere in ogni momento alle informazioni più utili per il continuo monitoraggio degli eventi meteorologici, una cosa impossibile fino a qualche anno fa e del tutto inesistente in quel lontano novembre 1994. All’epoca, le informazioni giungevano (quando giungevano) via fax e quando la neonata Associazione Orti Sicuro nella seconda metà degli anni ’90 attingeva le sue informazioni sui livelli idrometrici del Tanaro a Farigliano, a Ceva, a Mondovì, ciò avveniva tramite una catena telefonica incentrata sulle parrocchie delle rispettive località.
Tutto bene quindi? Solo in parte. La disponibilità, la modernità, e la rapidità delle informazioni ha infatti un rovescio della medaglia: gli studiosi della rete chiamano questo fenomeno «atomizzazione dei rapporti sociali». Fino a qualche tempo fa, diciamo dall’ultima significativa piena del Tanaro del 26-27-28 aprile del 2009 – a seguito della quale è stata assunta la decisione di abbattere il ponte della Cittadella -, le informazioni sui livelli dei fiumi venivano raccolte, e successivamente discusse, da un “Comitato per la valutazione del rischio”, per poi venire diffuse al telefono rispondendo a centinaia di telefonate che si protraevano anche nelle ore notturne, ma anche a tutti coloro, soci, comuni cittadini e talvolta persino Autorità, che affollavano la sede dell’Associazione. Oggi, e in occasione dei più recenti eventi alluvionali, analogamente a quanto accade nelle riunioni settimanali del Direttivo dell’Associazione, la sede è frequentata da un manipolo di affezionati, nessuno dei quali ha un’età inferiore ai cinquant’anni (l’età che avevamo noi all’epoca dell’alluvione del 1994).
La scomparsa di alcuni soci – cogliamo qui l’occasione per ricordare Ezio Grillo, Angelo Pasino, Roberto Nani ed Ennio Giacobbe, per non citare che i più assidui frequentatori delle riunioni settimanali -, fa sì che di anno in anno l’elenco degli associati vada assottigliandosi. Pertanto, la disponibilità delle informazioni in rete ha dei riflessi negativi sull’associazionismo, specie su quello basato sul volontariato: è molto più comodo starsene a casa propria a consultare il sito piuttosto che confrontarsi con altri partecipando a noiose riunioni nelle quali, magari, si impara a consultarlo meglio. In tutte le trasmissioni televisive nelle quali si è celebrato il ventennale dell’alluvione è stata sottolineata dai cittadini la mancanza di comunicazione e ciò rende ancora più importante l’esistenza di associazioni che suppliscano all’incapacità delle istituzioni di comunicare tempestivamente le situazioni di rischio. Ma occorre prestare attenzione al fatto che il fenomeno della «atomizzazione dei rapporti sociali» favorito dalla rete conduce inevitabilmente all’estinzione dell’Associazione e il venir meno delle informazioni e delle conoscenze di cui essa dispone.
Sappiamo bene che il rischio zero non esiste, neppure nel caso in cui venissero realizzate le tanto sospirate (ancorché difficilmente attuabili) “casse di espansione”. Tutto dipende infatti dalla causa prioritaria delle alluvioni e da alcune concause. La causa prioritaria, che andrebbe valutata in relazione ai risultati degli studi sui cambiamenti climatici, è la quantità e l’estensione geografica delle precipitazioni. La comparsa di fenomeni come il ciclone formatosi nei giorni scorsi per la prima volta nel Mediterraneo dovrebbe indurre a qualche riflessione. Quanto alle concause, qualcuna di esse, per fortuna, è venuta meno, mentre il rischio derivante da alcune altre sembrerebbe essere stato mitigato: non c’è più il vecchio ponte della ferrovia le cui arcate erano di soli 12 metri, mentre la realizzazione di bacini di espansione protetti da un sistema di arginature adeguato alla portata del Tanaro con un tempo di ritorno statisticamente elevato (la cosiddetta “fascia B” del Piano delle fasce fluviali) dovrebbe avere comportato una mitigazione del rischio. Altre concause invece, come la manutenzione dei corsi d’acqua, sono totalmente disattese. Anche per questo motivo rimane molto importante la presenza di “presidi” sul territorio come quelli che assicurano le varie associazioni di volontari per la protezione civile.
Resta il fatto che il quartiere Orti, al pari di tutta quella parte della città che è stata invasa dalle acque nel novembre 1994 (grosso modo tutta quell’area che va dalla sponda destra del Tanaro a Corso Roma, all’Ospedale civile, fino al Cimitero), è considerata quale “fascia di esondazione per evento catastrofico” (la Fascia C del Piano delle fasce fluviali), per cui è opportuno che gli abitanti, consapevoli di vivere in una zona a rischio, mettano in atto comportamenti responsabili, non confidando sul fatto che spetti sempre a qualcun altro il compito di salvaguardarli.

