Silenzio: si fugge! [Il Flessibile]

caruso_copertinadi Dario Caruso.

Festa dell’Inquietudine 2014
Countdown: – 6
www.circoloinquieti.it

Oggi, domenica 30 marzo 2014, il Circolo degli Inquieti compie 18 anni.
Entra nella maggiore età con tutti i crismi che si addicono ad un giovane che si è sempre ben comportato, ha messo in luce tutte le buone doti e qualità e ha voglia di fare.
Ora questo giovane deve mantenere fede a quanto ha fatto e promesso di fare: non restare fermo.

Il silenzio è la condizione necessaria dell’essere umano.
È l’istante che transita tra una frase e quella successiva, un pensiero e quello appresso, è lo spazio bianco che sul foglio separa due neri.
Con il tempo i silenzi si sono velocemente dileguati lasciando campo a suoni, colori e ingombri vari.
Non essendoci più tempo per i silenzi non possiamo riflettere, rischiamo quindi di dire cose già dette o trasmettere concetti triti e ritriti.

Samuele Bersani, in un’intervista radiofonica di qualche anno fa, rimpiangeva quel silenzio della radio che sanciva la fine di una trasmissione e l’inizio della seguente.
Si restava lì, in attesa.
Soprattutto nell’incertezza che la sintonizzazione fosse corretta.
Macchè pulsanti e pulsantini (e touch screen!)…una manopoletta rozza ed una lancetta che viaggiava sulla scala graduata dei megahertz. E si sperava di aver avuto buona mano, come un rapinatore di fronte alla combinazione di una cassaforte.

Claudio Abbado faceva riflettere sulla bellezza di quell’istante che unisce la conclusione di una sinfonia e l’applauso del pubblico intento all’ascolto.
Quell’afflato che fa risuonare le note per aria pur essendo già concluse e che tengono la platea con il fiato sospeso fino a quando un primo timido battimani scatena il fragore del teatro tutto.

silenzio_flessibilePer questo motivo oggi, domenica 30 marzo 2014, abbiamo affrontato l’argomento.
E lo abbiamo affrontato in Autoliguria, a Savona. Nell’autofficina (insolito, vero?).
“Non per allontanarci ma per avvicinarci” come dice Henri Laborit a proposito di fuga.
Fuga da cosa? Ma dai luoghi comuni, of course!
È lo spirito degli Inquieti.
Atteggiamento decisamente flessibile.

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