L’incanto della luce nel vetro prezioso di Giancarlo Marchese [Very Art]

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Giancarlo Marchese luce di forme aperturadi Cristina Antoni

E’ incanto di luce che riflette parte degli spazi circostanti e quindi ‘eterno divenire al solo sguardo’, l’opera su vetro di Giancarlo Marchese. Lo scultore, nato a Parma nel 1931 da famiglia tortonese e scomparso circa un anno fa a Milano. rivive attraverso le sue magiche sculture nella bella mostra a lui dedicata a Palazzo Guidobono  di Tortona, intitolata Luci di Forme: dove la parte riguardante le sculture in vetro, e cioè quella degli ultimi anni,  è posta in grande risalto.

Giancarlo Marchese è stato il primo scultore ad usare questo materiale come se fosse argilla, lavorandolo, modulandolo, permeandolo di vita. Le lastre di vetro ondulate paiono fogli di codici antichi, custodi di arcane e misteriose sapienze; su essi spesso vi sono incisioni, segni, memorie. Esse sono delle vere e  proprie ‘scatole di memorie’, quasi dei contenitori di bellezza e civiltà. Impreziositi spesso di minerali e mescolati, lavorati ad altri metalli risaltano in forme luminose e vibranti, come fossero in continuo movimento.

Le opere di Giancarlo Marchese sono realizzate anche con altri materiali (tipoAcciaio inox bronzo 1980 ottone, ghisa, bronzo, acciaio, rame), quasi sempre lavorati insieme al ferro, solido ed impenetrabile. Hanno una struttura tridimensionale permeata di stile architettonico. Le loro superfici spesso sono ruvide e rugginose, altre volte lisce e lucide, pronte ad irradiare luce.

Allievo di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera (per la quale ebbe poi la cattedra di insegnamento dal 1976 al 2000, dopo aver insegnato all’Istituto di Belle Arti di Firenze) attinse molto nella sua ispirazione dall’arte di Medardo Rosso, affascinato dalla capacità del grande scultore (che superò l’Impressionismo staccandosi dai modelli classici), di imprimere ai materiali la forza centrifuga e il dinamismo. Di Medardo Rosso  Giancarlo Marchese amò anche la scelta di lavorare con materiali poveri come la cera. Durante la sua evoluzione artistica seguì intensamente anche l’opera di Boccioni, percorrendo la strada futurista, per giungere alla realizzazione di opere sempre più aeree e intrise di forte spiritualità.

Piombo ferro platino oro manganeseGiancarlo Marchese prese parte alla Biennale di Venezia nel 1954 e nel 1964, alla Quadriennale di Roma nel 1966 e alla XV Triennale di Milano nel 1976. Realizzò molte mostre personali, tra le quali ad Alessandria per ben due volte, nel 1973 e nel 1984, e partecipò a numerose collettive. Eseguì numerose opere pubbliche: la Cappella funeraria Giampieri al Cimitero monumentale di Milano nel 1981, il monumento a Pierre Gemayel a Beirut, nel 1987, l’Altare del Tempio Superiore per il Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, e vinse il premio internazionale dedicato al Terzo Millennio con la scultura ‘Eco’.Vetro oro e acciaio inox

La mostra di Tortona, che resterà aperta fino al 27 aprile, ad ingresso gratuito, è promossa dal Comune di Tortona con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona. E’ organizzata da Pier Paolo Cella Mazzariol di Arcadia insieme alla figlia dell’artista, Francesca Marchese.

Modello scultura CrtProprio per la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, di cui è attuale  Presidente il dott. Dante Davio, nel 1993 Marchese realizzò un’opera in bronzo intitolata ‘Il buon uso del denaro’, riportante il messaggio ispiratore dell’agire quotidiano per chi amministra denaro pubblico. Tale opera è divenuta logo e simbolo dell’Istituzione, ed in prefazione nel catalogo il Presidente Davio la ricorda come un’opera ispiratrice per i ragazzi tortonesi di passaggio nel cuore della città, dove è esposta. ‘Quel nastro di bronzo che con fatica cerca di liberarsi dal cuore del cubo di porfido, immagine dinamica della conquista della libertà, della ricerca continua del progresso e della giustizia’.