Quanti pensionati alessandrini sono in questi giorni alle prese con il tentativo di “recupero” del loro Cud annuale, relativo ai redditi 2012?
Molti credo, e immagino che pochi di loro si siano cimentati, almeno direttamente, con la procedura on line sul sito dell’Inps. E hanno fatto bene, perché si tratta di un percorso ad ostacoli burocratici uno più difficoltoso dell’altro, ideati da non so chi appositamente per non funzionare, immagino. In più: un conto è leggere un giornale in rete, o spedire un’e-mail, altra faccenda avventurarsi in procedure complesse. Secondo voi quanti sono i pensionati in grado di richiedere il Cud on line? Secondo me pochissimi, soprattutto dopo essermi cimentato (gettando la spugna) con la pratica suddetta per conto di uno di loro.
E poi Quanti sono i pensionati italiani? 12, 13 milioni? Quanto costava recapitare loro per posta i dati con i quali pagare le tasse? Un euro l’uno? Bene, per eliminare quel costo, è stato ideato un meccanismo infernale e indisponente, fatto di abilitazioni di codici personali, sue trasformazioni in nuovi codici e, al momento in cui ci si aspetterebbe “ottimo, ora mi posso stampare questo benedetto Cud”, la sorpresa. Ovvero la richiesta di autenticare il codice personale allo sportello dell’Inps. Il cane della burocrazia che si morde la coda, insomma. Provare per credere, e naturalmente per riderci su.
Altettanto comico poi l’altro percorso, quello dell’invio dell’e-mail. Tempo necessario per scannerizzare i documenti richiesti, e spedirli unitamente ad una richiesta chiara ed essenziale, 45 minuti circa.
Dopo 5 giorni, questa risposta:
Gentile Utente, per poter inviare la documentazione richiesta ad un indirizzo di posta elettronica non certificata oppure ad un indirizzo di posta certificata non CEC PAC è necessario allegare copia del documento di riconoscimento dell’interessato e istanza di richiesta cud debitamente compilata e firmata.
La informiamo che per poter inviare il CUD a persona diversa dal titolare è necessario corredare la richiesta con la delega o il mandato con il quale si autorizza esplicitamente l’INPS a riceverla ed a rilasciare la certificazione richiesta, accompagnati dalla copia del documento di riconoscimento dell’interessato e della persona delegata.
La invitiamo quindi ad inoltrare una nuova richiesta corredata dai documenti sopra riportati.
Le ricordiamo inoltre le modalità alternative di ricezione del CUD, ecc ecc….
A questo punto, una persona normale, animata da una certa dose di buona volontà ma anche con un po’ di impegni, getta la spugna e dice al pensionato: “ci abbiamo provato, adesso vai alle Poste, fai la coda, paga tre euro e spera che gli sportelli abilitati siano un buon numero, anche in periferia”.
Un Paese così demenzialmente burocratico e inefficiente, nonostante la pletora dei suoi dipendenti pubblici, che speranza può avere di risollevarsi? Se questo è il trattamento riservato ai pensionati, mettetevi nei panni di chi deve aprire, e poi gestire, un’impresa. Perché dovrebbe accettare angherie di questo tipo, quando in Svizzera o in Croazia gli aprono le porte e gli dicono “si accomodi, benvenuto, domani può cominciare l’attività”?



