Oggi basta la furbizia

Cgil

Istruzione, intelligenza, preparazione, impegno? No! basta la furbizia. Così pare che dobbiamo imparare da quelli che fanno. Quelli che si vantano di appartenere alla categoria di coloro che fanno, in contrapposizione a quelli che invece appartengono alla categoria di coloro che pensano e fanno poco, ci insegnano un credo che va di moda da sempre, da quando mondo è mondo, ed che è stato insegnato anche qui da noi per secoli. Ma con quali risultati?

Qualcuno che da piccolo è stato istruito alla scuola dei furbi, come si diceva ai miei tempi in dialetto: “cui chi sòn svigg e is lassan nént cujunà”, pensa ancora oggigiorno che per far soldi non bisogna avere scrupoli e sapersi infilare al momento giusto nelle crepe del sistema prima degli altri. Il risultato immediato gratifica l’appetito, ma sovente a lunga scadenza il traguardo finale si presenta con un conto molto salato ed indigesto.

Vogliamo buttarci a capofitto in un’impresa redditizia? Bisogna scegliere.

Coloro che sono lì apposta per farci coraggio ci presentano una situazione che va attentamente valutata. Ad esempio chi sta dalla parte dei commercianti proclama con paroloni roboanti che bisogna rivitalizzare il centro storico della nostra Alessandria, aprendolo al traffico ed alla sosta della auto private per attirare la comodità dei clienti e molti ci credono ed approvano la scelta, ma i clienti continuano a dileguarsi altrove e le serrande chiuse degli esercizi storici di un tempo deprimono sempre di più chi come me vuole vedere e capire cosa succederà. Gli stessi che proclamano che bisogna salvare il piccolo commercio poi hanno proprio di recente dato l’avvio alla costruzione dell’ennesimo mega centro commerciale alle porte di via Marengo, dove si dice che vengano addirittura ben 150 esercizi commerciali, in aggiunta al già esistente “Panorama”.

Proprio mentre la città sta continuamente perdendo potenziali consumatori a causa dell’invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani che devono cercare occupazioni altrove. Una bella contraddizione, ma non è la sola. Sarà la morte definitiva del centro storico.
Chi sono i furbacchioni che concepiscono e avallano le decisioni del potere politico ed economico in questa direzione? Veniamo a scoprire sempre di più una verità allarmante:
che chi si mette in politica è sempre di più gente senz’arte né parte, senza formazione di base, con poca cultura, spesso senza neppure aver compiuto un percorso scolastico decente. Gente che non ha maturato alcuna esperienza sul territorio, né si è mai peritata di approfondirne la conoscenza, né tanto meno la storia trascorsa. Se così fosse stato, a proposito dell’esempio che ho prima citato, si sarebbe informato prima di prendere tale decisione ed avrebbe avuto modo di conoscere che proprio lì dove si stanno posando le fondamenta del nuovo centro commerciale c’era in un passato neppur troppo lontano l’alveo della Bormida, le cui acque arrivavano, dopo una lunga serie di curve e anse ben disegnate nelle vecchie mappe, proprio a lambire la riva che si vede tuttora prima del muro di cinta della ditta Pozzoli.

Cosa possiamo pensare dei politici attuali, ma anche degli architetti ed ingegneri idraulici? Basta vedere cosa hanno concepito con il cosiddetto palazzo dell’edilizia (che qualcuno chiama scuola edile) che doveva sorgere in quella specie di cloaca ai piedi del platano di Napoleone, un buco orrendo assediato dai guard-rail di strade sempre affollate di mezzi pesanti, senza prospettiva, con quelle strutture di cemento armato che stanno lì a sfidare da un lato le leggi di gravità e dall’altro la vergogna di rappresentare sé stessi come ruderi prematuri di una civiltà decadente e malata.

Non vi pare che siamo in mano a gente mentalmente disturbata, avida solo di denaro?

Luigi Timo