FOR.AL dà il via al corso per ‘orafi da banco’

Il Gabbiano
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Sfilata RP Event al The Park: giovedì sera Alessandria è fashion CorriereAlLunedì 27 novembre presso Palazzo Pucci di Firenze si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del corso con l’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH in Italia, sotto la Presidenza di Bernard Arnault, Presidente-direttore generale del gruppo LVMH e con la presenza di Toni Belloni Direttore generale delegato del gruppo LVMH, e Chantal Gaemperle, Direttore Risorse Umane e Sinergie del gruppo LVMH.

“Il successo delle nostre Maison nasce dalla qualità del loro savoir-faire, che intendiamo valorizzare, trasmettere e perpetuare, nei mestieri dell’artigianato, della creazione e della vendita” afferma Chantale Gaemperle.

La mission dell’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH è garantire la trasmissione di questi savoir-faire, in collaborazione con istituti professionali riconosciuti per la qualità dei loro insegnamenti scolastici.

Per Veronica Porro, direttore generale For.al, “l’obiettivo è permettere l’accesso a tutti i talenti e garantire l’impiego per giovani alla ricerca di una nuova qualifica professionale nel settore orafo”.

Nel 2014, l’IME ha firmato in Francia le sue prime partnership e ha accolto 28 “apprentis” per la sua prima classe; nel 2016, l’École d’Horlogerie LVMH ha aperto in Svizzera e nel 2017 l’IME ha lanciato le sue due prime formazioni professionali in Italia in pelletteria e in oreficeria. Ad oggi l’IME conta 300 “apprentis” di cui circa trenta in Italia, che seguono 18 programmi organizzati con 12 scuole partner.

“La nostra ambizione è fare dell’IME un programma di formazione professionale integrata a dimensione europea” conclude la Gaemperle.

Oltre ai vertici LVMH, la cerimonia di inaugurazione vedrà la partecipazione di coloro che hanno creduto in questo progetto e contribuito alla sua realizzazione: I partner scolastici (tra i quali spicca il centro di formazione professionale orafo di Valenza, i rappresentanti delle Regioni coinvolte, le Maison e atelier, e gli “apprentis” delle prime classi italiane.”