Palazzo Libeskind, obiettivo 2020 per l’edificio simbolo del futuro e della sostenibilità [Centosessantacaratteri]

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10 a Enrico Sozzetti, zero agli anonimi del web! [Le pagelle di GZL] CorriereAldi Enrico Sozzetti

 

 

Il Palazzo dell’Edilizia è stato il protagonista dell’assemblea annuale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Alessandria. E non poteva andare diversamente. Perché è stato ufficializzato il nuovo percorso progettuale, perché sono stati confermati gli investimenti (circa cinque milioni e mezzo, tutti rigorosamente privati) e i tempi di avvio del cantiere. E perché l’ultima parola è stata di Daniel Libeskind.

L’architetto (classe 1946, nato in Polonia e naturalizzato statunitense) è arrivato poco dopo le 15.30 nell’aula magna della sede alessandrina del Politecnico di Torino, in viale Michel. Un intervento atteso. Che ha permesso di sgombrare il campo da dubbi e incertezze. Sistedil (ente per la formazione e la sicurezza in edilizia guidato da Sergio Sassone) sta completando, insieme ai referenti italiani dello studio Libeskind, la definizione del progetto preliminare (architettonico e strutturale) del nuovo palazzo che oltre a Sistedil ospiterà anche la Scuola Edile.

Palazzo Libeskind, obiettivo 2020 per l’edificio simbolo del futuro e della sostenibilità [Centosessantacaratteri] CorriereAl 2

Quello originale è stato rivisto e adeguato alle nuove esigenze del settore. Le modifiche apportate – ha spiegato Sassone durante i lavori dell’assise provinciale – hanno tenuto conto di quanto era stato messo a punto nell’impianto originale. Entro la fine dell’anno sarà pronto il bando per la selezione dell’impresa che eseguirà i lavori, mentre l’apertura del cantiere è prevista prima dell’estate 2018”. Con un’ipotesi di taglio del nastro inaugurale nel 2020. L’area ai piedi della tangenziale di Alessandria, di fronte al centenario platano di Napoleone, lungo la strada che porta a Spinetta Marengo è così pronta a voltare pagina, dopo gli anni del primo progetto e del primo cantiere che non si sono tradotti che in uno spazio abbandonato e vuoto che ha alimentato polemiche e critiche da parte di una comunità locale che peraltro ha continuato spesso a parlare di “soldi pubblici sprecati” quando in questa opera fino all’ultimo centesimo le risorse sono private.

Come cambierà il nuovo Palazzo dell’Edilizia? Lo ha spiegato lo stesso Libeskind, con la passione e la visione che segna in modo inequivocabile ogni singola opera dell’architetto internazionale. La forma resta quella originale con la torre inclinata che caratterizza la sagoma della struttura. È stato tolto un piano e ridotte diverse superfici, dando però molto spazio alla scuola edile, alle aule, agli uffici, alle aree destinate alla formazione. “Tutto è stato un po’ ridotto, però – aggiunge Sassone – lasciando quasi immutato il profilo originale e tutto quello che è innovazione e sostenibilità in termini di materiali e impianti”.

Ed è proprio la sostenibilità, insieme alla adattabilità dell’idea di Libeskind elaborata alla luce delle indicazioni del committente, a contraddistinguere l’edificio. “Il progetto renderà unica questa avventura, il palazzo sarà il simbolo del futuro, di un ‘luogo del vivere e del lavoro’. Il palazzo non sarà un’altra semplice scatola, bensì un punto di riferimento nazionale” ha commenta l’architetto. Subito puntualizzando anche alcune caratteristiche tecniche. Se il primo progetto prevedeva un massiccio utilizzo di acciaio, per quello nuovo è previsto il ricorso al calcestruzzo (“Un materiale del territorio”), con un edificio che sarà all’avanguardia sul piano energetico e coerente con l’evoluzione della tecnologia.

Sembra lontano quel 2008 quando l’operazione è partita con la firma di Daniel Libeskind, apposta dall’architetto sull’accordo iniziale negli uffici di New York. Poi il contenzioso, il blocco del 2011 e il cantiere abbandonato. L’anno scorso era stato lo stesso progettista a parlare di un’opera “non solo iconica, ma tesa a restituire importanza alla collettività grazie a quella che potrà essere considerata la ‘porta di benvenuto’ di Alessandria e dell’Europa”. Il Palazzo dell’Edilizia, destinato a ospitare le istituzioni bilaterali del comparto, non è “un’opera faraonica e inutile” come ricorda Paolo Valvassore, presidente provinciale di Ance Alessandria. Peraltro il Palazzo dell’Edilizia è il valore aggiunto del ‘Progetto periferie’ (il ‘Marengo Hub’) presentato dal Comune di Alessandria in quanto rappresenta l’opera privata che arricchisce la proposta territoriale. “Alessandria – si legge sulla relazione trasmessa a Roma – è una città di grande energia e un importante insediamento per la storia locale e nazionale”.

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Quello che si aprirà nei primi mesi del 2018 dovrà essere “un ‘cantiere simbolo’, un modello di trasparenza e regolarità cui tutta l’Italia dovrà guardare” commenta Massimo Cogliandro, alessandrino, oggi segretario generale regionale della Fillea Cgil, che ha seguito fin dalle prime fasi il progetto del Palazzo. Parla al termine dell’assemblea di Ance Alessandria, cui ha partecipato insieme ai colleghi dei sindacati di categoria di Cisl e Uil, insieme alle rappresentanze delle segreterie provinciali. Non sono mancate le altre parti sociali, amministratori pubblici, esponenti delle associazioni di categoria delle imprese industriali e artigiane. I lavori, aperti da Luigi Tosi, storico direttore dei costruttori alessandrini, hanno visto i saluti istituzionali del prefetto, Romilda Tafuri, del presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, del sindaco del capoluogo, Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Prima della relazione di Paolo Valvassore (ha ripreso i temi analizzati in occasione della presentazione del report 2017) ha preso la parola Giuliano Campana, presidente nazionale dell’Ance. Titolare della Campana Costruzioni di Brescia (fatturato medio fra i 10 e 12 milioni di euro, “ma abbiamo toccato anche i trenta” dice), ha un passato anche alessandrino: nel capoluogo ha realizzato la piscina interna e ha riqualificato larga parte degli edifici interni della Scuola di Polizia. Nell’intervento che richiamato “la passione, l’orgoglio e la follia di mandare avanti una impresa edile in Italia”, non ha mancato di toccare il tema dell’asfissiante burocrazia e delle contraddizioni legislative. “Il Codice degli appalti – ha detto – nel merito non lo mettiamo certo in discussione, ma nell’applicazione c’è molto da fare. Su sessanta linee guida, oggi sono solo quindici quelle approvate. È possibile lavorare così”.