Cittadella come il castello di Casalbagliano? Le piroette del Quarto Polo sulla sicurezza [Le pagelle di GZL]

Cittadella di Alessandria: la strada è ancora lunga e tortuosadi Graziella Zaccone Languzzi

 
1) La scorsa settimana è comparsa on line questa notizia: “La Cittadella di Alessandria e i suoi bastioni sono in condizioni di grave degrado, e le profonde lesioni presenti in molti edifici sono a livello di crollo imminente”. Purtroppo se ne parla da tempo, ma chi è preposto ad occuparsi della manutenzione della Fortezza, mettendoci pure i fondi necessari a partire da MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), SABAP-AL (Soprintendenza regionale di Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di AL, AT e CN) e ’Agenzia del Demanio, nulla fa di concreto. Ho il timore che la Cittadella faccia la fine del Castello di Casalbagliano. Nell’articolo citato si riporta un appunto interessante su cui c’è sempre stato silenzio fino ad oggi: “ il concorso internazionale di idee per la Valorizzazione della Cittadella promosso nel 2005 dalla Provincia di Alessandria e finanziato con un milione di euro”. Dal mio archivio personale su questa vecchia vicenda riporto il Comunicato Cittadella come il castello di Casalbagliano? Le piroette del Quarto Polo sulla sicurezza [Le pagelle di GZL] CorriereAl 1Stampa n.03-04 del 2004 a firma dell’allora Presidente del Comitato per la valorizzazione della Cittadella, Daniele Borioli, in cui si legge che: “In data 09/01/2004 sono stati erogati dal Ministero del Tesoro e pervenuti materialmente presso la tesoreria dell’Ente Provincia i fondi per il recupero della Cittadella. Fondo di un milione di euro assegnato in via definitiva alla Provincia di Alessandria con il D.M. Economia e Finanza del 03/04/2003 – pubblicato sulla G.U. n.114 del 19/05/ 2003” . Questi fondi avevano uno scopo ma non se ne fece nulla, tant’è che tempo dopo vi fu l’iniziativa parlamentare dell’on. Franco Stradella. Piercarlo Fabbio, consigliere comunale di minoranza, interpellò Paolo Filippi che al tempo era Presidente della Provincia ponendo la domanda: “Concorso d’idee per la Cittadella di cui nessun vincitore, perchè? Quando e come l’utilizzo dei denari statali ottenuti, essendo risorse pubbliche?” Era luglio del 2006 e sono passati undici anni, domanda: dove sta parcheggiato quel milione di euro non utilizzato?
Voto: 2

 

2) Il Quarto Polo, tra giuste critiche effettuate all’amministrazione uscente e colpi Sicurezza dei lavoratori dell'Ospedale di Alessandria: quante promesse al vento! CorriereAlbassi ricevuti in cambio, pareva fosse all’opposizione della “corazzata” Rossa per un progetto di sinistra forse un po’ meglio della compagine uscente. Alla fine non fu così perché a sorpresa si affiancò a Rita Rossa al ballottaggio. E’ mia opinione che con quel gesto tale movimento, smentendosi su quanto dichiarato in campagna elettorale, approvava qualunque scelta, progetto, azione svolto nei cinque anni dall’ex amministrazione e si preparava ad appoggiare in toto l’eventuale proseguo. Ora inizia per il Quarto Polo un percorso di opposizione, ma ad una manciata di giorni dall’aver perso le elezioni, e senza neanche attendere che la nuova Giunta si insediasse che fa il Quarto Polo? Il giorno 11 luglio 2017 lancia questo grido di allarme: “Quarto Polo: “I disagi a piazzale Berlinguer proseguono: occorre ripristinare la legalità”. Ma va? Ancora rammento quando il nostro potente concittadino Renato Balduzzi (padre di Giacomo, impegnato nel Quarto Polo) a Telecity 7gold bonariamente comunicava agli alessandrini che si lamentavano dell’insicurezza che si trattava solo di “percezione” personale del problema e null’altro. Inoltre nel Quarto Polo è entrato Annaratone, un giovane consigliere facente parte della ex amministrazione Rossa, che nei cinque anni si suppone fosse al corrente della situazione non gestita. Basta leggere i giornali on line per verificare come, per cinque anni, la Lega Nord abbia fatto opposizione solitaria su questo tema, con presidi nel Piazzale Berliguer e segnalazioni di ogni tipo, mentre negli stessi cinque anni prefettura e comune hanno chiacchierato attorno ai soliti tavoli del niente. Ma si sa, Roma ordina e le prefetture obbediscono, e per certe amministrazioni comunali “accoglienza è business”. Quelli del Quarto Polo si sono accorti solo ora che le “risorse” importunano i cittadini che devono ritirare o parcheggiare l’auto, ma non possono pretendere da una Giunta appena insediata che tutto il non fatto dalla Rossa lo si faccia in due giorni. Vogliamo dare ai nuovi amministratori un tempo minimo per muoversi, prima di pretendere o criticare?
Voto: 2

 

Sindaco Rossa a ruota libera: bilancio di fine mandato e 'trailer' del programma elettorale CorriereAl 43) Il 6 luglio leggo su Facebook una notizia sui derivati tossici che negli anni indietro molte amministrazioni di ogni livello hanno ‘acceso’, inguaiando le casse di tali Enti. Nel caso specifico la notizia era riferita al comune di Alessandria, periodo 2002-2007 (amministrazione Scagni), quando sarebbero stati ‘accesi’ titoli tossici per decine di milioni di euro, circa 70. Da anni si sapeva di questo problema, ma bocche sempre cucite da parte di chi avrebbe avuto il compito di relazionare ai cittadini, e da certa informazione che evita di fornire notizie di pubblica utilità, per non dispiacere al potere del momento. Della notizia presa da Facebook non potevo certo fidarmi, così ho fatto ricerca. Nel web si trova di tutto e ho trovato questo link difficilmente smentibile del 24 aprile 2013, di cui riporto poche righe: “Titoli tossici: il Comune paga fino al 2027! Accesi dalla Scagni, estinti quasi tutti dalla nostra Giunta (riferito ex Giunta Fabbio), ne è rimasto solo uno che costa un milione di euro all’anno fino al 2027…” Per chi vuole prendere atto basta leggere il link e valutare i debiti di questo tipo ereditati non solo dall’ex Giunta Fabbio e da quella Rossa, ma che graveranno anche su la giunta Cuttica, e su noi cittadini. A completare il quadro, molti articoli sullo stesso guaio creato dall’amministrazione regionale Bresso nel 2006. L’ex giunta Bresso decise di finanziarsi emettendo sul mercato 1,8 miliardi di bond. Ha pure smesso di pagare le rate, e di fronte ai tribunali la scusa fu: “erano in inglese, non capivamo”. Un link per tutti: “Il caso dei derivati in Piemonte”. Basta leggere per capire come i debiti tenuti sotto i tappeti portano una Regione e un Comune ad effettuare ‘tagli’. Sulla Regione c’è da rimanere “basiti”: si stipulano mutui in lingua estera senza capire cosa si firma? E’ proprio vero che quando si tratta di denaro altrui macchissenefrega. Nel frattempo qualcuno ha pagato personalmente per questo tipo di danno? No!
Voto: 2

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