In politica non ci si annoia mai

Alessandria verso il voto senza identità CorriereAldi Carlo Viscardi*

 
Le elezioni dell’11 giugno hanno segnato un momento a nostro avviso estremamente importante: hanno confermato una suggestione che esprimemmo all’indomani del referendum del 4 dicembre. Un voto “trumpista in salsa mediterranea” che ha visto la cosiddetta “politica” ancora una volta seriamente penalizzata.

Nonostante infatti la diffusa “furbata” delle liste cosiddette civiche (una volta con più pudore si chiamavano liste civetta) il voto si è espresso come “voto anti establishment”.

Questo lo possiamo rilevare sul territorio nazionale ma la nostra cartina di tornasole è Alessandria.

Nella nostra città infatti registriamo un’affluenza di circa sette punti in meno rispetto alle precedenti elezioni amministrative.

Facciamo notare che se in una tornata amministrativa, dove indubbiamente conta il personaggio, l’affluenza è di così ampia portata non è difficile immaginare nelle prossime elezioni politiche un calo che ci porterà al di sotto del 50% dell’elettorato.

I cittadini che si sono recati alle urne invalidando tutto ciò che i sondaggisti avevano ipotizzato sono gli stessi cittadini che oggi vivono una crisi senza precedenti, una crisi devastante che mercé la globalizzazione, le nuove tecnologie, la finanziarizzazione della economia impoverisce senza rimedio una classe sociale vastissima.

La percezione poi di una insicurezza del futuro per sé e i propri figli richiede sempre piu’ una “protezione” che solo chi è al potere può dare.

Una protezione che, tuttavia, accanto ad un rifiuto di questa “cosa” che tutti noi ci ostiniamo a chiamare politica ha indubbiamente connotazioni conservative e rischi per le istituzioni democratiche.

..”Tentiamo di mantenere ciò che abbiamo, tentiamo di sopravvivere a questa crisi per noi e i nostri figli ma soprattutto non abbracciamo avventure”..

Il voto “contro”, il voto di contestazione a un establishment locale a nostro avviso si è espresso quindi nella scarsa affluenza, in liste Grilline, nella lista Locci, nella lista Quarto polo.

Lo stesso PD registra una perdita di consensi dalle ultime regionali del 2014 di circa 3500 voti.

Al ballottaggio poco importa a “loro signori” se la “spia dell’astensionismo” sarà ancora più luminosa; ci penseranno prontamente i media a “silenziare” come dice Fornaro questo malfunzionamento della democrazia e di perdita di autorevolezza e credibilità delle istituzioni rappresentative”.

Il gioco però non regge più; Indipendentemente da una “ forte astensione”, o dalla volontà di colpire Rita Rossa votando il candidato di centro destra.. il gioco non regge più..perchè nessuno è più in grado di spegnere o almeno affievolire quella “spia rossa”

Caldarola, ultimo attendibile “doroteo” del centro sinistra ancora una volta sbaglia nell’effermare che non ci sono altre vie d’uscita a questa situazione appellandosi ad un “sentiment” della sinistra perche’ “ I partiti nascono e vivono, avrebbe detto Alfredo Reichlin, se hanno una ragione storica per esistere legata a una funzione nazionale.

La via d’uscita c’è ma non tiene conto di questo “disastro”; la via d’uscita è una Fase Costituente che ripensi a questo nostro Paese e lo riscriva e non solo nelle regole che i Padri Costituenti ci lasciarono.

 

*Associazione Arcipelago

1 Comment

  1. Una fase costituente potrebbe andare bene se non imitasse quello sfacelo che i cosiddetti “padri costituenti ” autori di un compromesso tra DC e PCI ci hanno costretti a subire.La “Costituzionepiubelladelmondo” è come la Corazzata Potemkin di Fantozzi.

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