Votare o non votare, il dilemma è questo

Noi riteniamo che il punto più importante di un programma elettorale deve essere la salute: il bene più prezioso da tutelare. Dunque è da votare, ovvero da NON votare, il candidato sindaco che considera, ovvero Non considera, la Fraschetta l’emergenza ambientale e sanitaria più importante da affrontare secondo impegni ben precisi (noi le proposte le abbiamo elaborate).

Purtroppo non abbiamo letto in nessun programma queste azioni da promuovere: a) Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo, altrimenti i palliativi in corso non impediranno nei secoli a venire il percolamento in falda di cromo e altri 21 veleni cancerogeni sotterrati per un milione di metri cubi; b) Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue, alla stregua di quanto sta facendo per decine di migliaia di cittadini la Regione Veneto su iniziativa dei Comuni: con risultati epidemiologici allarmanti, in particolare sui bambini.

Le analisi devono essere tassativamente di matrice pubblica (Asl, Arpa) mentre ad es. oggi il sangue viene privatamente analizzato dalla sospettabile Solvay su alcuni lavoratori (con responsi comunque allarmanti); c) Indagine epidemiologica della Fraschetta che, opportunamente finanziata, finalmente integri e completi quelle parziali che già in questi anni hanno evidenziato dati di malattie e morti impressionanti, a cominciare dai bambini; d) Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo discusso e approvato democraticamente con tutta la popolazione a rischio.

Giustamente Rita Rossa ha meritato il Premio Attila 2016 (213 preferenze su 429 votanti) non avendo ottemperato a nessuno dei suddetti punti.

Barbara Tartaglione Medicina democratica Alessandria

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