5 (o forse più) domande a… Dario Caruso

caruso5di Andrea Antonuccio.

Dario Caruso, savonese di nascita e di residenza, per noi amici e lettori di CorriereAL è “Il flessibile“. Diplomato in Chitarra presso il Conservatorio di Torino sotto la guida del M° Giulio Vallerga, oggi è insegnante di musica, apprezzatissimo da allievi e colleghi, nella scuola media dell’Istituto comprensivo Loano Boissano. Non solo: oltre a essere fondatore e presidente del “Manipolo della Musica“, e fondatore e direttore artistico della Compagnia teatrale “Miagoli”, Dario è uno stimato concertista e compositore. E proprio in questa doppia veste sta per presentare il suo ultimo cd, “Alone. Gli abbiamo chiesto di raccontarcelo… Buona lettura!

1) Dario, che cos’è per te Alessandria?
Alessandria è un punto di incontro, una città a un passo dal mare, a un passo dalle grandi città del nord, immersa nelle colline del buon vino. E a cui sono grato…

5 (o forse più) domande a… Dario Caruso CorriereAl 52) Ci torneremo. Nel frattempo: è vero che fra poco ci saranno delle novità discografiche che ti riguardano?
Ho pensato che fosse il momento di mettere un punto fermo nella mia piccola attività di musicista. Piccola ma ricca di tante cose. E così mi sono regalato un cd, “Alone”, che presenterò mercoledì 19 aprile alle 18.30 al Feltrinelli Point di via Astengo a Savona. Siete tutti invitati!

3) A che cosa, o a chi, ti sei ispirato?
In realtà ho sommato diversi momenti del mio percorso venticinquennale. Ho raccolto alcuni brani composti per chitarra sola e altri di stampo cantautorale. Tutti hanno il filo conduttore della solitudine, non tanto nell’accezione negativa quanto nella possibilità di restare soli per poter parlare con se stessi. Ne è risultato un percorso piacevole di cinquanta minuti attraverso sonorità variegate. A me piace e spero che piaccia ad altri.

4) In un tuo recente Flessibile, hai scritto: “Sotto la spinta di qualcuno che mi ha detto ‘devi farlo’…”. Puoi svelarci chi è?
Si tratta di una persona a me molto vicina. “Ehi, fa dischi gente che si spaccia per musicista! Mi piacerebbe averne uno di un musicista vero”. Mi sono lasciato trasportare dal suo entusiasmo e mi sono messo al lavoro. Non posso dire chi sia. Forse sono più persone messe assieme.

caruso65) C’è un musicista a cui vorresti somigliare? O che comunque “senti” nelle tue composizioni?
Come molti di noi sono cresciuto con la rabbia di Edoardo Bennato, la poesia di Francesco De Gregori, l’ironia di Lucio Dalla, le melodie patinate di Supertramp, Electric Light Orchestra, Bee Gees, i ritmi discotecari di Earth, Wind & Fire. Nei miei brani forse c’è un pizzico di tutto ciò ma c’è soprattutto (non so se sia un merito o una casualità) quella serena malinconia che forse ricalca la scuola genovese e la musica New age. Anche nei brani tipicamente classici e strumentali.

5 bis) Tu insegni musica ai ragazzi delle scuole medie. Quali sono i loro gusti, e a che cosa vorresti educarli?
I gusti dei ragazzi di oggi sono filtrati dal telefonino. Faticano a riconoscere uno strumento dal vivo perché spesso non l’hanno mai visto. Un po’ come i bambini della “Milano bene” negli anni Sessanta: pensavano che le mele nascessero in cassetta. Quando con i miei studenti prendo la chitarra e comincio a pizzicarla rimangono estasiati, per loro è una cosa nuova. Scatta l’emulazione ed è un bel vedere giovanissimi alle prese con strumenti veri. Ho degli allievi fantastici che faticano (perché studiare uno strumento è una fatica) e che cerco di gratificare offrendo loro le possibilità che nessuno ha mai dato a me alla loro età.

5 (o forse più) domande a… Dario Caruso CorriereAl5 ter) C’è ancora qualcosa del cd che vorresti dire?
Sul cd volevo dire che realizzerò numerosi concerti di presentazione nei quali racconterò le mie passioni musicali inserendo alcuni brani contenuti in “Alone”. Quando all’inizio parlavo di Alessandria “punto d’incontro” mi riferivo alla possibilità che mi è stata data di collaborare con il CorriereAl grazie ad un doppio incontro (senza dubbio non dettato dal caso) con Andrea Antonuccio e Ettore Grassano. Per questo sono grato ad Alessandria. L’anno scorso ho visitato con la mia Scuola la Cittadella, sto cercando di conoscerla in un modo più approfondito che vada oltre le pagine del Corriere.

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