Il Paese delle maggioranze [Il Flessibile]

caruso4di Dario B. Caruso.

È diventata una moda.

Dapprima hanno incominciato con un tocco radical chic gli scrittori, poi si sono aggiunti con inusuale lungimiranza i politici, oggi è abitudine diffusa.

Quella di inserire nella biografia l’essere genitore.

“Claudia B., milanese, moglie e madre, ha scritto per Piripicchio Editore tre saggi e dodici romanzi….”

“Antonio G., scrittore, un cane e tre figli, è attivo anche come pittore, architetto e maestro d’armi,…”

Sono incipit di reali note biografiche opportunamente rimaneggiate, altrimenti facilmente riconducibili a persone note.

Copia di Il lieve dolore della nostalgia [Il Flessibile] CorriereAlIn questi giorni la notizia della crisi del maschio è stata stigmatizzata dai telegiornali esplodendo nello speciale Presa Diretta.

Siamo su una brutta china, se è vero che la “femminizzazione” del maschio è irreversibile a causa di fattori sociali e ambientali.

Lo stile di vita, l’alimentazione, il lavoro, lo stress, fumo, alcool e droghe, l’inquinamento, i farmaci, le nuove tecnologie: tutto ciò e altro condurrà l’umanità verso l’unisex. Non si dovrà più pensare alla riproduzione come atto naturale ma solo ed esclusivamente come processo di laboratorio.

Riflettendoci trovo giusto che le biografie siano corredate anche da paternità e maternità, note di merito che in futuro – pare – diverranno sempre più rare.

Per ora però io mi godo l’appartenenza a tutte le minoranze: uomo, bianco, etero, non sono musulmano, non sono vegetariano, non sono tatuato, non sono disoccupato.

E non sono padre.

Per fortuna vivo in un paese democratico.

6 Comments

  1. Gentili Prof. Gelindo e Claudio b.,
    dite che mi sono infilato in un “cul de sac”…?
    Mettiamola così, ho scattato un’istantanea con una vecchia polaroid e non vedo all’orizzonte sviluppi differenti.
    Grazie e buona domenica!

  2. …ma no, non si infilato in un “cul de sac”, ha semplicemente concluso il pezzo con la sua normalità, …già la NORMALITA’, quella che ha fatto camminare ed evolvere buona pare del globo, quella NORMALITA’ che a me piace tanto e che sta avviandosi alla fine. Infine: siano come scrive “per fortuna vivo in un paese democratico” …per quanto tempo non lo so ma finchè ci è permesso esprimere il nostro pensiero senza timore alcuno, giusto approffittarne.

  3. La Verità è sempre una sola. Tuttavia essa assume tanti aspetti quanti sono gli occhi la guardano. E sono tutti giusti e tutti sbagliati. Almeno credo.

    • Gradevolissima la leggerezza con cui Flavio Caruso decrive un po’ l’andazzo generale (giusta l’osservazione sulle biografie nella terza di copertina dei libri e nei manifesti elettorali), un po’ se stesso. Splendida la constatazione, non si sa quanto sia ironica o quanto veramente creduta dall’autore, sulla femminilizzazione del maschio. Qualche tempo fa si parlave della maschilizzazione delle femmi;, manager, pugile, vigilessa (la preferita dai cuochi), poliziotta, pompiere
      (l’ambiguità semantica, vi assicuro è del tutto involontaria. Ha ragione, ci stiamo avviando verso un mondo di eguali, non per tenore di vita, reddito, status, potere, uguali nel senso di non più riconoscibili dal lavoro, interesse, eloquio, hobbies, persino gusti sessuali (ma diseva me pare: la mona se sempre la mona, ostrega). Se per paese democratico intendi che ti puoi esprimere purché i potenti e i politici mantengano indisturbati i loro ptivilegi, siamo d’accordo, Sto sempre aspettando obiezioni dai nostri politici locali, patlamentari e consiglieri regionali(li ho martellati per mesi) una piccola dichiarazione di vergogna: tre giorni di “lavoro”, per quasi tutti schiacciare o farsi schiacciare un pulsante, la settimana, pagati come un tennista del circuito o un buon calciatore di serie A. Certo non Messi, ma almeno lui è capace a “trattare” (tecnicismo usato dal mister; “taca la bala” urlava Nereo Rocco) la palla.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


15 − 1 =