Lettera aperta al consigliere comunale Giuseppe Bargero

Casale municipio Palazzo San GiorgioGentilissimo Beppe,

ho letto con un po’ di imbarazzo la tua replica al comunicato a firma mia e dei colleghi segretari di FI e Lega Nord in merito all’abbandono dell’aula consiliare al fine di evitare il voto (rivelatosi poi unanime) di condanna a quel Decreto Regionale 1-600 responsabile del massacro della sanità piemontese (e della nostra Casale in particolare).

Dico “imbarazzo” perché, avendo una personale stima nei tuoi confronti, tutto mi sarei aspettato tranne che un imprevedibile atteggiamento “scarica barile” per rigettare responsabilità derivanti, tra gli altri, anche da tue scelte personali.

Parlare di necessità dei tagli significa voler mascherare la realtà: entrambi siamo consapevoli che, al termine della gestione Cota, il disavanzo era sotto controllo al punto tale che il Ministero delle Finanze concesse (e solo) al Piemonte risorse aggiuntive come premio per il lavoro svolto dall’amministrazione di centrodestra nella gestione della spesa.

Come ben sai, la Dgr 1-600 si spinge ben oltre i limiti imposti dal decreto Balduzzi, sia dal punto di vista del numero dei letti che nel taglio ai reparti; ma davvero hai il coraggio di sostenere che il problema sta nelle nostre parole piuttosto che nelle decisioni scellerate prese dalla Giunta regionale che ti ostini a sostenere?

Dici di non aver potuto votare il documento d’intesa perché nella stesura non c’era abbastanza posto per le tue proposte… è forse il caso di ostinarsi a sostenere l’insostenibile? Non ti sono bastati gli ultimi, tristi, due anni trascorsi?

Sul capitolo “sanità” sei certamente il più autorevole e titolato membro della maggioranza e, diciamocelo, non ti mancano certo quelle “conoscenze personali” che certamente avrebbero potuto impegnarsi maggiormente nell’opera di mediazione con i vertici regionali… Tu, che sei stato il custode della salute dei tuoi concittadini, come fai a schierarti oggi contro di loro sacrificando il loro Ospedale sull’altare dell’incondizionata fedeltà al Partito Democratico?

La gravità di quello che hai fatto toglie quel pizzico di goliardia che trova spazio nelle tue simpatiche considerazioni sulle ragioni degli avversari: magari avessimo ancora una Luna verso la quale abbaiare! Grazie a quelle persone che hanno condiviso la tua visione, per Casale c’è ormai solo notte fonda!

Quando le scelte personali diventano difficili da spiegare, sarebbe più saggio evitare di arrampicarsi sui vetri con le unghie: rischiare di cadere, in certi casi, è facile e comporta qualcosa di più di un semplice livido…

Con stima

 

Farotto Giampiero
Portavoce Cittadino FDI AN Casale Monferrato

1 Comment

  1. Caro Farotto e Caro Bargero, purtroppo il problema dei “tagli” all’ Ospedale di Casale, come in altri Nosocomi, nasce dalla “famigerata” Riforma Balduzzi, il cui applicativo in Piemonte è la DGR 1-600, che la interpreta in modo “ragionieristico”. E’ altrettanto chiaro che nei i singoli Comuni nè la Regione possono intervenire su una Legge dello Stato. Purtroppo il problema della Balduzzi si è trascinato per anni e nonostante le preoccupazioni ed i richiami del Mondo della Sanità sui “rischi” di una sua applicazione, a lungo la Politica, tutta la Politica, non si è interessata al problema sottovalutandolo . Ora che ” i buoi sono scappati ” é inutile ” chiudere la stalla ” , perchè la stalla non c’ è più . Cosa fare ? Non ci resta che attendere la prossima Legislatura e sperare che nel prossimo Parlamento ci sia almeno un “manipolo” di “Esperti” pronto a metter mano alla Balduzzi, rendendola più idonea alle necessità delle Genti e dei Territori del nostro Paese, restituendo quindi alle Ragioni l’ autonomia di pensare alla propria organizzazione ospedaliera e togliendola a pure valutazioni ragionieristiche ministeriali . Per chiarezza . da Medico e Sindacalista .

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