Il Governo perfetto non esiste, ma si può fare meglio

Credo che nell’epoca attuale ci si debba domandare se sia esistito un Governo che abbia fatto tutto bene? La risposta è decisamente no. Potrà esistere? E’ altamente improbabile, dato che nel corso di una legislatura o di una consigliatura, se ci riferiamo ad un Comune, è altamente probabile che vengano commessi anche involontariamente degli errori. A questo proposito i vari avvisi di garanzia per fatti più o meno gravi, che in questi ultimi anni hanno colpito trasversalmente tutti i movimenti politici lo confermano.

Questa premessa è necessaria per una corretta valutazione dei fatti, che in particolare sui social, vengono quotidianamente esposti anche più volte al giorno, e sui quali taluni si scatenano in commenti a getto continuo. Vengono infatti evidenziate le situazioni più disparate, dimenticando più o meno volutamente che sono già successe in passato (con altre Amministrazioni alla guida della città) per trasformarle in problemi, con l’unico obiettivo di denigrare il Governo in carica.

Qualcuno potrebbe obiettare che siamo in democrazia e che la critica è libera e può essere praticata da tutti ma per evitare di cadere in inutili strumentalizzazioni di parte occorre mantenere un minimo di obiettività. Rimanendo nel contesto locale, non va dimenticato che la gran parte di quelli che oggi vengono evidenziati come problemi, con tutta probabilità si riproporranno nuovamente domani, anche qualora ci fosse un Governo in carica di altro colore politico.

Ovviamente i problemi esistono non lo si può negare, ma perchè evidenziare sempre e solo quelli e non anche ciò che di positivo viene fatto, dato che senza ombra di dubbio esiste e per riconoscerlo basterebbe guardare le cose con obiettività, al di sopra delle logiche di parte.

Nei prossimi mesi, visto che siamo in prossimità delle elezioni amministrative di Alessandria, le polemiche in questione purtroppo si accentueranno e l’enfasi distruttiva che pervade taluni diventerà parossistica. Occorre quindi la capacità di ragionare con il proprio cervello senza farsi influenzare dalle opinioni altrui, cercando di mettere sui due piatti della bilancia le opere effettuate, i problemi risolti e quelli ancora irrisolti e soprattutto tenendo in considerazione la situazione nella quale versavano le casse comunali cinque anni fa rispetto ad oggi.

Occorre inoltre comparare il lavoro sinora svolto dall’attuale Governo della città con quello precedente e valutare attentamente le proposte in campo e in particolare la storia delle persone che oggi si propongono per governare la città nei prossimi cinque anni.

Pier Carlo Lava – Alessandria

3 Comments

    • A me invece sembra spontaneo e sincero. L’invito rivolto a TUTTI di darsi una calmata è sacrosanto. Non si capisce perché, non solo in Italia, le campagne elettorali,anche quelle locali, debbano diventare delle risse; a cominciare dalla televisione, dove si parlano uno sopra l’altro, dandosi addosso, ripetendo in modo martellante la stessa frase (tecnica inventata da Sgarbi, che ha fatto scuola). Da un confronto tranquillo, civile, senza urla e sovrampressioni, magari il popolo votante potrebbe capire qualcosa. Aldilà delle singole sacrosante posizioni, rispetto persino quella di un, secondo me, camaleonte come Locci, figurati. Ricordo la vetta del disgusto che mi provocò la sceneggiata di Berlusconi, qualche anno fa, da un Santoro piuttosto dimesso, di spolverare col fazzoletto la sedia ove era prima seduto Travaglio. Maleducazione allo zenit, subito colta dalla Littizzetto. Forse non aveva ancora sentito il giudizio, pare veritiero (il perché non necessita essere spiegato) delle sue decine di escort sulle consistenza dei suoi glutei,i quali,solo per ragioni di età, mi sembra veritiero.
      Ecco, sono finito anch’io nella polemica. Santoro avrebbe dovuto chiudere immediatamente la trasmissione, in quanto ospitante, ma si sa, ammesso che abbia pensato di farlo, la pubblicità comanda lei.
      Dunque raccogliamo l’invito pacato e quasi paterno di Lava, io per primo, e cerchiamo di non scaldarci. Chiunque vinca, viviamo tutti nella stessa città, e tutti la vorremmo migliore, senza candidati “stranieri”, o imposti dall’alto. Alessandria non è New York, per fortuna, e neppure Roma. Basterebbe la buona volontà, e una Regione meno torinista, per renderla maggiormente vivibile, almeno un poco.

      • Professore lasci perdere Sgarbi e Berlusconi che sono fuori dalla nostra portata e pensi al governo di Ghost City (ex-Alessandria ) che nel soffietto governativo del signor Lava fa sembrare gli alessandrini degli ingrati a fronte del bene elargitoci dalla prof.Rossa.

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