Perdere la memoria [Il Flessibile]

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di Dario B. Caruso.

Una cartella ricca di centinaia di files è scomparsa dal mio pc.
Improvvisamente.
Avevo con cura realizzato e registrato numerose partiture musicali, arrangiamenti per differenti organici strumentali dal duo all’orchestra.
E ora non ci sono più.
“Un virus” dice il mio tecnico.
Non è tanto per il valore di quei lavori – probabilmente utili solamente a me – ma è per il tempo impiegato a costruire, correggere, smontare, ricostruire. Quello, assieme ai files scomparsi, non mi verrà restituito.
“Ma perché non hai pensato a fare una copia di backup?” mi dicono in molti con una giustificata nota di rimprovero.
Continuate pure ad inveire velatamente contro la mia incapacità informatica; volete che mi flagelli con un gatto a nove code restando in ginocchio sui ceci e con una scatola di puntine nei boxer?

Prima delle memorie virtuali l’unica memoria possibile era quella dell’uomo.
Oppure le biblioteche. Che erano frutto della mano dell’uomo. Dalla mente al braccio.
In entrambi i casi, uomo o biblioteca, erano necessari spazio e tempo; per questa ragione l’uomo generò l’informatica come strumento di archiviazione e conservazione della memoria.

111Penso.
Se fosse possibile recuperare tutti ma proprio tutti i files perduti della memoria di sempre, dal primo uomo a noi e da ora in avanti.
Se fosse possibile recuperare i progetti di uomini dimenticati dalla storia e recuperare le intenzioni non scritte degli uomini illustri.
Se fosse possibile recuperare la prima immagine di ogni bambino e l’ultima di ogni moribondo.
Il primo pensiero di nostra madre mentre ci partorisce e di nostro padre mentre ci culla nelle notti insonni.
E chi siano davvero nostra madre e nostro padre.
Se fosse possibile recuperare gli errori commessi dai fratelli e gli amici e verso i fratelli e gli amici.

Rosa sorride.
È gentile con tutti e sorride.
Compie azioni quotidiane e lo fa senza saperlo, in maniera meccanica. Ha files nascosti nella memoria più recondita che gli permettono gesti ripetuti e ripetitivi.
Ma lei non sa.
Un lento virus sta cancellando le cartelle della sua memoria, una ad una, inesorabilmente.
Tutto sommato qualche centinaio di files perduti del mio pc non valgono la storia.

2 Comments

  1. certo è stato un guaio perdere in un sol colpo qualche centinaio di files, ma pensi se avesse perduto, a causa di malattie tipo alzheimer o parkinson, la memoria davvero preziosa del suo cervello, come purtroppo accade sempre più spesso a parecchia gente anziana, ma non solo. Perchè poi certe malattie del sistema neuro-cerebrale siano in continuo aumento è un mistero che prima o dopo occorrerà scoprire, dato che esiste il sospetto fondato che dipendano dall’alimentazione, dal modo di vivere, dal contesto sociale di tutto ciò che chiamiamo modernità.
    Si consideri pertanto ancora fortunato, se il suo cervello, come penso, è ancora in grado di accogliere migliaia di files di memoria.

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