Pubblicità elettorale: tutto è lecito?

La medaglietta è una bella analisi del sempre ‘sottile’  Dario Fornaro, sul tema del rapporto tra media e pubblicità elettorale. Nello specifico, Fornaro analizza un caso particolarmente interessante: l’inserzione che un consigliere comunale del Pdl (e amico di questo blog), Emanuele Locci, pubblica in bella evidenza sulla prima pagina del settimanale diocesano La voce alessandrina.

E’ corretto che un giornale con un profilo così forte e marcato sul piano ideologico/religioso ospiti pubblicità di politici? E che lo faccia lanciando, in prima pagina, un messaggio così fortemente ‘identitario’? Naturalmente è una valutazione che compete all’editore. Però le osservazioni di Fornaro sono interessanti: e chissà se Voce riterrà di rispondere pubblicamente.

Certamente Emanuele ha lanciato un messaggio efficace al suo elettorato (anche con la citazione di Benedetto XVI),e lo ha fatto attraverso un canale diretto e completamente in target, diciamo così.

Più in generale, prepariamoci da adesso fino a maggio ad un legittimo bombardamento mediatico non solo di pubblicità trasparenti come quella citata, ma attraverso una presenza da ‘prezzemolini’ di tutti i politici locali, pronti a comparire ovunque, e a promettere di tutto, e di più.

Noi in questo piccolo spazio di riflessione (che è completamente no profit per scelta mia e di Andrea) continueremo a regolarci come sempre: saranno benvenuti tutti gli interventi e i contributi, in termini di idee, dei candidati alle comunali e dei loro sostenitori, purché naturalmente rispettosi delle posizioni altrui, e pronti ad esporsi comunque al giudizio, al commento, alla critica.

E. G.

21 Comments

  1. Dal post non si legge il testo della pubblicità, ma considerando il vento di novità che il soggetto porta da molti anni alla politica cittadina, presumo un innovativo “dio patria e famiglia”?
    Mentre dal suo cadreghino di presidente regionale PDL possiamo capire le sue pesanti responsabilità in termini politici nazionali e regionali, sarebbe interessante anche chiarire quale sia stato il suo voto sui bilanci taroccati, sulle consulenze allegre, sulle varianti di prg tanto care a caridi.
    Mi scuserà l’entusiasta Ettore, ma ho sempre questo viziaccio di valutare l’arrosto per i fatti, e non per il fumo.
    E quello di diffidare dalle vergini, se indossano i candidi manti.

  2. Concordo pienamente con ‘cittadino’. Ci illustri il ‘candido giovine’ come ha votato negli ultimi anni e cosa ne pensa: della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Alessandria. Perchè le citazioni di Benedetto XVI le conosciamo già.
    Siamo in attesa.

  3. Fa il suo mestiere di politicante, non ci vedo nulla di male, come non vedo nulla di male se “la Voce” promuove i suoi fedeli, fa parte del gioco. Starà alla campagne elettorale porre in evidenza le “schifezze” firmate da Locci e le relative complicità.Non sarebbe male, infatti, non solo fare improbabili promesse ma anche porre in bella mostra le respoonsabilità passate.

  4. Il testo della pubblicità lo trovate nel pezzo di Fornaro, linkato all’inizio. Secondo me quella di Emanuele è una pubblicità azzeccata, efficace e tarata sul media giusto. Questo naturalmente senza entrare qui nel merito delle sue posizioni politiche: lui ha sostenuto e sostiene Fabbio, con tutte le valutazioni conseguenti, ahimè.
    Forse un po’ più discutibile è la scelta del giornale, che dovrebbe rivolgersi a tutta la comunità dei cattolici immagino, e che mettendolo lì in prima pagina sembra dare a Locci un vero imprimatur. Scelte e posizioni cardinalizie? Boh, è un mondo che bazzico poco.

    Più in generale, però, volevo sollevare l’attenzione sul tema pubblicità elettorali. Da qui in poi, ne vedremo di ogni. E, tra l’altro, per quanto i prezzi nel settore siano colati a picco, stiamo parlando di investimenti che comunque ogni candidato dovrà formalmente sostenersi in proprio. Per raggiungere traguardi che tutto sono, a Palazzo Rosso, tranne che un investimento in termini retributivi. Politica come passione disinteressata e costosa?

    E. G.

  5. Se non ci aspettiamo nulla di nuovo per i vecchi policanti ( inteso come concezione della politica ), perchè dovrenno aspettarci qualcosa di diverso dal Vaticano che da questi ne ha sempre tratto dei benefici ?
    In effetti sembra esserci contrasto tra quello detto dal pontefice
    “Serve una nuova generazione di uomini e di donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune”, e la scelta de La Voce ma è solo apparenza perchè nei fatti si occupa degli interessi di parte, e non ci sarebbe nulla di male se non ci fosse la pretesa di imporlo a tutti,
    Secondo me è giusta una posizione trasparente della chiesa verso i candidati, questo per evitare di trovarsi come ad esempio oggi un Parlamento sottomesso al Vaticano in un Paese in cui l’ 90% delle posizioni sono laiche se non addirittura opposte alla Chiesa stessa.

  6. caro Ettore, bisogna entrare NEL MERITO, invece.
    Perchè di politici ammirati e pesino venerati perchè “furbi”, “brillanti”, “intelligenti” e che facevano “scelte azzeccate” la storia italica è tristemente piena.
    Qualche esempio?
    Andreotti, che tutti stimano per l’astuzia. Di fatto, il padre dell’asservimento al vaticano dello Stato Italiano, e del sistema di spartizione fraudolento dei denari pubblici)
    Cossiga, ammirato per la arguta spregiudicatezza. (poi si è visto che stava dietro tutte le peggio cose antidemocratiche ed eversive)
    Dalema, “la volpe” della sinistra (che non era di sinistra, e nemmeno volpe, ma solo intrallazzatore)
    Recentemente emergono soggetti giovani solo per l’anagrafe, che hanno le stimmate (uso un linguaggio neolocciano) evidenti del dejavu, come renzi neodemocristiano molto all’antica, o alfano, l’alter ego di dellutri più che di berlusconi, fino all’ambito locale dei nostri polli d’allevamento, che a dispetto dell’età hanno gia intere armadiate di scheletri impresentabili.
    No, Ettore, è sempre più necessario ENTRARE NEL MERITO.
    E valutare i fatti al posto delle parole.

  7. Analisi dura caro Cittadino, ma davvero chiara ed efficace. E con esempi nazionali inquietanti, in effetti. Come fare però, a questo punto, a non scadere nel qualunquismo? Quelle alessandrine saranno, credo, anche le elezioni dell’astensionismo, da quanto sento dire in giro. E, badate bene, sia da elettori di destra che di sinistra.

    E. G.

  8. guarda che entrare nel merito, informarsi e scegliere chi NON ha ipocrisie e vergogne pregresse è esattamente il contrario del qualunquismo: è partecipazione ed esempio si senso civico e rispetto delle istituzioni.

  9. Diciamo che, volendo, in questo Paese di prebende da tagliare ce ne sono ancora, eccome. Io anzi le farei pure restituire, con una ragionevole retroattività. Ma non mi pare che Monti vada in questa direzione: meglio demolire l’articolo 18, e tra qualche mese tagliare pensioni e stipendi pubblici, come in Grecia. Ah, che mondo meraviglioso… a proposito: l’Ici sugli immobili del Vaticano rimane materia da dibattito teoretico, vero? E chiedono pure al capo della Cei cosa ne pensa: come se chiedessero ad un evasore totale se è favorevole a cominciare a pagare le tasse…eddai….essu…

    E. G.

    • Ti rispondo per quel che riguarda l’Ici, dovrebbe essere presentato qualcosa in occasione
      della celebrazione dei patti lateranensi.
      http://www.repubblica.it/politica/2012/02/14/news/ici_chiesa_governo-29844071/?ref=HREC1-7
      ma il problema credo che vada oltre l’Ici, sono le vere e proprie attività economiche esentasse, “regalo ” di Berlusconi nel 2005 con intervento successivo non chiaro di Prodi.
      Il Pdl oltre a fare da tappeto al Vaticano è il Partito degli sprechi di denaro pubblico,
      è di oggi il no del governo Monti alle olimpiadi a Roma,
      che a me sembra ragionevole vista la crisi,
      contrario ovviamente il Pdl se ce da spendere e spandere sempre in prima fila,
      come i vecchi democristiani, ma negli affari con i mafiosi sono più bravi.

  10. Naturalmente, prima che altri lo facciano, preciso che lo stesso discorso (contributi a pioggia all’editoria) vale per tanti giornali laici, coooperative ecc…che finora credo si siano sempre salvate proprio perchè nel calderone c’è anche tutta la filiera dei giornali delle curie. Quindi o tutti, o nessuno. Ossia tutti, a spese nostre.

    E. G.

    • L’aiuto all’editoria inizialmente credo sia stato pensato per garantire
      una pluralità nell’informazione pensiamo a quando non c’era internet
      e la democrazia era in una fase delicata.
      è chiaro che nessun piccolo sarebbe potuto sopravvivere solo con la pubblicità.
      Secondo me andrebbe dimezzato inizialmente e sopratutto non a pioggia cioè
      concesso in base al numero di copie o potenziali lettori ( se non sbaglio funziona così ora ),
      ma in base alle copie vendute ( non stampate ) cioè rendere sconveniente
      per i furbi incassare vendendo poco o nulla.

  11. Le riflessioni di Ettore Grassano e di Dario Fornaro sono interessanti e, sono sicuro, alimenteranno un dibattito. L’argomento non mi entusiasma, se devo dire la verità, ma come affezionato lettore del blog non mi posso tirare indietro almeno da un commento. Non trovo inopportuna l’inserzione nè il target, in quanto ho voluto rispondere ad un invito all’impegno delle nuove generazioni in politica proveniente dal mondo cattolico affermando il mio impegno, non da oggi, in politica. Ho voluto rendere noto che i giovani in politica ci sono! Ne conosco molti, in tutta Italia, di ogni orientamento, che si impegnano ma trovano pochi spazi, lottano e provano a dire la loro, dedicando tempo ed energie per passione e senza alcuna gratificazione dal punto di vista “materiale”. Io sono uno di questi “ragazzi”, rivendico con orgoglio la mia presenza e questo è il mio messaggio politico. Per mia scelta nell’inserzione oggetto di questo articolo non ho dato indicazioni di voto, non ho attaccato nè sostenuto alcuna fazione politica, non ho richiamato alcun partito nè attraverso simboli nè attraverso parole. Lo stesso giornale ospita anche altre inserzioni a pagamento che contengono invece inviti al voto, attacchi politici, simboli di partito e mi fa sorridere notare come questo non abbia stimolato fino ad oggi alcuna riflessione. Ma che i pesi e le misure di valutazione, in questo Paese, siano diversi a seconda dell’appartenenza politica delle persone, non lo scopro certo oggi…

  12. Molto onestamente, Emanuele, devo aggiungere soltanto che, non essendo uno stabile lettore di Voce, non ho idea di quali altre inserzioni politiche siano uscite, e se anche quelle siano finite in prima pagina. Tutto il tuo ragionamento è comunque chiarissimo, come le tue posizioni politiche. Nessun dubbio, ribadisco, che la tua sia stata una comunicazione azzeccata. Buona campagna elettorale….e prima buon congresso del Pdl: ne parleremo nei prossimi giorni.

    E. G.

  13. Mi permetto di intervenire, ricordando a Dario Fornaro e ad altri che almeno Locci la pubblicità se l’è pagata.

    Altri illustri cattoliconi-democratici senza peccato originale (mi viene in mente un certo Balduzzi, ma potrei fare altri nomi interessanti) su Voce ci stanno da sempre, con interviste inginocchiate su doppio paginone centrale (modello “playmate del mese”), senza sganciare un quattrino che sia uno.

    E siccome proprio Balduzzi si candiderà alle prossime elezioni nazionali (ma dai?), capisco ancora di più il disappunto di Fornaro.

    A. A.

  14. Renato Balduzzi della Voce Alessandrina è stato anche Direttore, o giù di lì, nella prima metà degli anni ’70.
    Ma voi pischelli non potete saperlo 🙂
    Dello spot di locci la cosa che davvero mi sembra innovativa è l’uso diretto dell’immaginetta del papa per raccattare qualche voto in sacrestia.
    Mossa audace, neppure fanfani aveva mai osato tanto.

  15. maurizio fava :Dello spot di locci la cosa che davvero mi sembra innovativa è l’uso diretto dell’immaginetta del papa per raccattare qualche voto in sacrestia

    A onor del vero, Emanuele Locci non usa l’immaginetta del Papa, ma ne cita una frase (condivisibile, a mio avviso) tra virgolette. E’ molto diverso, ne converrete.

    E’ liberissimo di farlo, e non credo debba chiedere permesso a lorsignori, che con moralismo un po’ stizzito lo accusano di volersi accaparrare il voto delle pie donne in sacrestia.

    Ma come osa? Non sa che sono voti già “prenotati”?

    A. A.

  16. Alè….penso che da qui a maggio ci divertiremo un sacco. E che saranno in tanti a tirar per la giacchetta o la gonna gli alessandrini, in Chiesa, allo stadio (leggetevi Hurrà Grigi, uno spottone quindicinale a Fabbio e Bocchio, spero almeno pagato) e altrove. Ma quanto davvero ‘pesa’ tutto ciò, nessuno lo sa. E chissà cosa ci diranno i primi sondaggi veri, che mi dicono essere in arrivo.

    E. G.

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